A pochi giorni dalla conclusione della prima edizione di Rêverie, il festival di arti performative che nel weekend ha animato il centro di Saronno con spettacoli, installazioni e performance, l’Amministrazione comunale traccia un primo bilancio della manifestazione.
Un festival per cambiare il posizionamento culturale della città
Un appuntamento che, secondo l’assessore alla Cultura Maria Cornelia Proserpio, non è stato pensato come un semplice evento, ma come l’avvio di un percorso più ampio per definire l’identità culturale della città.
Nel primo anno di amministrazione Pagani, la proposta dell’Assessorato alla Cultura ha dato maggiore spazio anche all’intrattenimento, nella convinzione che cultura e svago possano convivere. «Intrattenimento e cultura non sono su due piani differenti – sottolinea Proserpio – e questa proposta continuerà con eventi che tutti abbiamo imparato a conoscere e apprezzare». Rêverie, però, rappresenta qualcosa di diverso: l’obiettivo è definire nel tempo l’identità culturale di Saronno e proporre una manifestazione capace di caratterizzare la città. «Il paradigma cambia – spiega l’assessore – perché non si tratta semplicemente di organizzare un evento, ma di costruire una proposta di valore che possa distinguere Saronno».
Il festival nasce dall’analisi di esperienze simili che da anni impreziosiscono le città europee. «Rêverie non è un progetto improvvisato – precisa Proserpio – ma un’idea figlia dello studio di festival che hanno saputo valorizzare i territori. Saronno ha grandi potenzialità in termini di ricettività e collegamenti e deve ambire a proporre qualcosa che la differenzi anche dal punto di vista qualitativo».
Spettacoli, piazze e partecipazione: il primo passo è stato positivo
La prima edizione ha portato spettacoli in sei/sette luoghi del centro cittadino, compreso Palazzo Visconti, con la presenza di artisti internazionali. «La proposta è stata senz’altro di alto livello – commenta l’assessore – con spettacoli per tutte le età che hanno coinvolto famiglie, bambini e cittadini. Chi ha partecipato ha sicuramente apprezzato, e questo rappresenta un buon inizio».
Un riscontro arrivato anche attraverso i tanti video condivisi dagli spettatori sui social, che hanno raccontato momenti di creatività, coinvolgimento e partecipazione. «Sono immagini che mostrano bambini stupiti, persone che vivono la città e i suoi spazi. È questa la realtà quotidiana a cui Saronno deve ambire».
Le prossime edizioni e il lavoro da fare
Rêverie è già previsto per altre due edizioni nei prossimi anni. L’Amministrazione guarda quindi al futuro, consapevole anche degli aspetti da migliorare emersi da questa prima esperienza. «Questo esordio ha evidenziato alcuni elementi che dovranno essere messi meglio a fuoco – conclude Proserpio – e su questo sarà necessario lavorare, nel pieno rispetto delle risorse pubbliche investite nella cultura».
Un percorso che, secondo l’assessore, parte proprio dal significato del nome della manifestazione. «Rêverie significa sogno, fantasia. Questo festival è il primo passo di un cammino che deve impegnarci tutti per concretizzare la Saronno che vogliamo vivere».