Il viaggio passa sempre più spesso dalla tavola e la scelta di dove mangiare diventa parte integrante della scoperta di una destinazione. Ricette locali, formaggi, salumi, carni, miele, ortaggi, piccoli frutti, vini e prodotti delle aziende agricole restituiscono l’identità di un territorio attraverso sapori riconoscibili e una filiera trasparente.
Coldiretti Varese: estate tra natura e gastronomia locale
È quanto sottolinea Coldiretti Varese nelle settimane centrali dell’estate quando il Lago Maggiore, gli altri laghi del Varesotto, le valli, le Prealpi e le campagne della provincia accolgono visitatori italiani e stranieri alla ricerca di natura, tranquillità e gastronomia locale.
Agriturismi: accesso diretto al mondo agricolo
In questo scenario gli agriturismi non rappresentano soltanto un luogo nel quale fermarsi per pranzo o per cena, ma un accesso diretto al mondo agricolo: permettono di incontrare i produttori, conoscere le materie prime e osservare il paesaggio nel quale nascono.
«Il turista cerca esperienze capaci di restituire il carattere autentico dei luoghi» afferma il presidente di Coldiretti Varese, Pietro Luca Colombo. «La cucina agricola mette insieme prodotti, stagioni, paesaggio e lavoro delle imprese. Un piatto preparato con materie prime del territorio diventa una forma concreta di racconto».
L’offerta varesina comprende strutture affacciate sul Lago Maggiore e sui laghi di Varese, Monate e Comabbio, aziende nelle aree collinari, agriturismi delle valli e realtà delle Prealpi. È una varietà che consente di costruire itinerari tra ristorazione, escursioni, borghi, visite in azienda e acquisto diretto.
I prodotti simbolo del territorio
Tra i prodotti simbolo spiccano la Formaggella del Luinese Dop, il Miele Varesino Dop o l’Asparago di Cantello Igp, accanto a salumi, carni, caprini, confetture, farine, ortaggi e vini locali.
«La forza dell’agriturismo è trasformare il pasto in un’esperienza completa» sottolinea la presidente di Terranostra Varese, Tiffany Bertoni. «Il visitatore può assaggiare i prodotti e, nello stesso tempo, conoscere l’azienda, gli animali, i campi e le persone che li hanno realizzati».