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Il "Dio Padre" di Ferrari torna a Saronno dopo il restauro

Un tesoro nascosto che torna ora alla sua comunità

Il "Dio Padre" di Ferrari torna a Saronno dopo il restauro
Attualità Saronno, 02 Dicembre 2022 ore 09:32

E’ giunto al termine il restauro del dipinto di Gaudenzio Ferrari raffigurante il Dio Padre che costituisce la prima tappa del progetto di valorizzazione redatto dall’architetto Carlo Mariani e che ha vinto il bando di finanziamento “Tesori Nascosti” indetto dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto, ultimo progetto ad essere firmato dall’allora prevosto di Saronno Mons. Armando Cattaneo.

Restauro ed esposizione per il "Dio Padre"

Ora si apre il secondo capitolo del percorso di valorizzazione in linea con il progetto in cui il quadro restaurato verrà esposto alla mostra “Tesori Nascosti. Opere d’Arte restituite alla comunità del Varesotto” a cura di Daniele Cassinelli, direttore dei Musei Civici di Varese, e Benedetta Chiesi, funzionaria della Soprintendenza e allestita nel Castello di Masnago a Varese. La mostra sarà aperta al pubblico a partire dal 3 dicembre 2022 fino al 26 marzo 2023. Seguiranno ulteriori iniziative di valorizzazione, durante il corso del prossimo anno, organizzate in collaborazione con l’Associazione culturale “Cantastorie”.

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La storia del dipinto

Estratto della scheda storico-artistica redatta da: Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa

Il Dio Padre oggi finalmente recuperato agli studi costituisce una tessera del tratto più avanzato della carriera di Gaudenzio, quello del suo “disagiato confronto con le proposte formali del classicismo manierista”, che trova analogie con opere del principio degli anni Quaranta, su cui agisce il peso “omologante di collaboratori stabili”.

L’autorevole testa del vecchio, venata di equilibrata malinconia, ricorda quella del Sant’ Andrea (Londra, National Gallery) già al centro del polittico in Sant’ Andrea a Maggianico (1540 ca), mentre gli angioletti sono compagni della piccola Maria nella Nascita della Vergine (Milano, Pinacoteca di Brera), che costituiva la pala d’altare della cappella Cavalcabò Trivulzio in Santa Maria della Pace a Milano (1541-1543). L’attuale chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Saronno è sorta, a partire dal 1778, occupando il sito di quella originariamente intitolata a Santa Maria Assunta.

Le più antiche visite pastorali, dei tempi di San Carlo, sono concordi nel descrivere nel presbiterio della chiesa un’Assunzione della Vergine, di cui però non si evince se si trattava di una raffigurazione ad affresco, di un dipinto mobile o di una scultura. Tuttavia non si può escludere che il Dio Padre di Gaudenzio sia quanto resta dell’immagine destinata all’altar maggiore della vecchia Santa Maria Assunta, mentre proprio a Saronno il pittore, qualche anno prima, aveva dedicato all’Assunzione della Vergine la volta del tiburio del santuario della Beata Vergine dei Miracoli.

Il restauro

L'intervento di restauro è stato realizzato dal Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” (TO),
Estratto della scheda di restauro redatta da: Bernadette Ventura, Paola Manchinu, Tiziana Cavaleri

Il restauro attuale ha evidenziato la presenza di numerosi ed estesi interventi che in passato hanno interessato l'opera nel tentativo di risanare i gravi sollevamenti e le cadute di colore causati dai movimenti del tavolato di supporto, fino ad arrivare alla drastica scelta di separare la pittura dalla tavola e trasportarla su tela.

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Della tecnica esecutiva di Gaudenzio restano tracce discontinue dell’antica preparazione sottile e di colore chiaro, presumibilmente costituita da gesso e colla animale, e una materia pittorica di grande qualità seppure lacunosa. La radiografia digitale ha evidenziato un netto cambiamento nell’impostazione del volto dell’angelo in alto a sinistra: inizialmente concepito con lo sguardo rivolto verso l’alto, nella resa finale si rivolge direttamente verso l’osservatore esterno.

Consistenti depositi di polveri e vernici, accumulati in quasi 100 anni, avevano oscurato il dipinto alterandone la lettura. Sotto i vecchi restauri l’opera, presentava, estese mancanze e discontinuità a tutti i livelli degli strati costitutivi oltre all'aspetto assai cupo. Alla rimozione della vernice dai toni scuri giallo-dorati dell’ultimo restauro e delle ridipinture alterate, soprastanti anche campiture cromatiche originali, operazioni di pulitura a solvente, alternate a interventi puntuali a bisturi per la rimozione di residui di vecchi materiali di restauro (colle, cere, resine). è seguita l'asportazione dei ritocchi alterati di tono, sono state invece mantenute le integrazioni in buono stato conservativo e ancora cromaticamente valide.

Il recupero è proseguito con operazioni di stuccatura e ritocco pittorico, impiegando materiali reversibili e tecniche di integrazione essenziali per restituire all’opera la sua piena leggibilità.

Visite al quadro, alla mostra e al Castello

L’Associazione Cantastorie di Saronno, il cui presidente è Andrea Germi, ha programmato, in continuità con le visite organizzate questa primavera presso i laboratori del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, una visita domenica 15 gennaio 2023 alla mostra presso il Castello di Masnago a Varese, organizzata dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto nell’ambito del bando “Tesori Nascosti”, per poter ammirare il quadro restaurato. Inoltre l’associazione organizzerà altri eventi collegati che verranno comunicati in tempi successivi.

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