Dopo sedici anni intensi, vissuti «come una radice che tiene tutto in piedi», la comunità di Cislago ha salutato ufficialmente il suo parroco, don Maurizio Restelli. Da settembre la sua guida spirituale si trasferirà in Brianza, nella Comunità pastorale «Maria Vergine Madre dell’Ascolto» (Biassono, Macherio e Sovico), succedendo a don Ivano Spazzini.
Grande festa per salutare don Maurizio
La festa di saluto di domenica è iniziata alle 10.30 con la celebrazione della santa messa solenne, straordinariamente partecipata dalla popolazione e accompagnata dai cori parrocchiali. Don Maurizio, classe 1959, originario di Saronno e sacerdote dal 1984, ha incentrato la toccante omelia sul senso di obbedienza verso la chiamata al servizio della Chiesa. Il parroco ha ringraziato sentitamente tutti i collaboratori: i sacerdoti cislaghesi, le suore, le Piccole Apostole di Don Luigi Monza, catechisti, chierichetti, cerimoniere, Caritas, Unitalsi, la scuola dell’infanzia, il personale di sacrestia, la segreteria, i componenti del Consiglio Pastorale e del Consiglio degli Affari Economici. Un ringraziamento speciale è andato all’Amministrazione comunale per la proficua collaborazione ricevuta in questi sedici anni.
Per lui la benemerenza civica
Il sindaco Stefano Calegari ha voluto esprimere la gratitudine cittadina leggendo una lettera molto commuovente. Ricordando la dedizione verso i più deboli, il primo cittadino ha definito l’operato del parroco come un vero «presidio socio-sanitario a cinque stelle. Gratuito, disponibile, competente e, soprattutto, umano». Rivolgendosi direttamente a lui, ha aggiunto: «In un’epoca in cui tutto sembra urgente e niente è importante, tu eri lì a indicare la bussola: la preghiera, la comunità, l’essenziale». Per queste ragioni l’Amministrazione gli ha conferito la benemerenza civica, il massimo riconoscimento locale, motivato dalla cura appassionata per il patrimonio: la tutela dell’organo, lo splendore di Santa Maria, l’oratorio, il riordino dell’Archivio storico e l’impegno per il Corpo musicale Santa Cecilia. Il sindaco ha concluso con affetto: «Don Massimo viene a sostituire chi ha fatto il massimo. Cislago non dimentica le persone che la abitano con il cuore». I festeggiamenti sono proseguiti in oratorio, dove circa 250 parrocchiani si sono ritrovati per un aperi-pranzo preparato dai volontari. Nonostante il grande caldo estivo, la giornata è trascorsa in allegria, tra la consegna di pensieri scritti da parte di gruppi e privati cittadini e una simpatica canzone in dialetto cislaghese dedicata dai volontari, alternando sorrisi a momenti di sincera e profonda commozione per la partenza di una guida indimenticabile.