Tre incontri in altrettante università cinesi hanno aperto nuove prospettive di collaborazione internazionale per la ricerca dell’Università dell’Insubria sul cambiamento climatico.
Cambiamento climatico si collabora con la Cina
Tre incontri in altrettante università cinesi hanno aperto nuove prospettive di collaborazione internazionale per la ricerca dell’Università dell’Insubria di Varese sul cambiamento climatico, con particolare attenzione agli ambienti montani caratterizzati dalla presenza di permafrost e alle aree polari.
Protagonisti della missione sono i professori Mauro Guglielmin e Nicoletta Cannone, del Dipartimento di Scienze teoriche e applicate e del Centro di ricerca sui Cambiamenti climatici dell’Università dell’Insubria. Il programma ha toccato la Peking University, la Shanghai Normal University e, da ultimo, la Tongji University di Shanghai.
Visita alla Peking University e alla Shanghai Normal University
Come spiegano dall’ateneo, la visita alla Peking University e quella alla Shanghai Normal University sono nate dall’invito dei professori Xie Hu, della Peking University, e Fujun Niu, della Shanghai Normal University, entrambi studiosi attivi nel campo del permafrost e dei cambiamenti climatici. Nel corso degli incontri Guglielmin e Cannone hanno tenuto due lezioni dedicate alle attività di ricerca dell’Università dell’Insubria e alle principali linee di studio sviluppate negli ambienti montani e polari.
A Shanghai la visita è stata inoltre occasione per una giornata di lavoro dedicata alla discussione di un possibile Memorandum of Understanding (Mou) tra le istituzioni, con l’obiettivo di sviluppare collaborazioni attraverso lo scambio di docenti e studenti e la realizzazione di progetti di ricerca comuni sul cambiamento climatico nelle aree montane interessate dal permafrost.
Le attività di ricerca
Si tratta di un ambito nel quale l’Università dell’Insubria vanta una consolidata esperienza internazionale. Guglielmin e Cannone sono infatti tra i protagonisti delle attività di ricerca sul permafrost e sugli ecosistemi polari, sviluppate anche attraverso il progetto “Permvegnet”, dedicato al monitoraggio del permafrost e della vegetazione nell’Antartide continentale, e il progetto “Polar Insubria”, coordinato dal Centro di ricerca sui Cambiamenti climatici e dedicato agli effetti del cambiamento climatico nelle aree polari.
Le ricerche del gruppo riguardano inoltre gli effetti del riscaldamento climatico sugli ambienti alpini e sul permafrost di montagna. Tra gli studi più recenti figura “Permaclim 2.0”, che propone un modello ad alta risoluzione per la mappatura delle condizioni del permafrost nelle regioni montane, con particolare attenzione alle Alpi.

Ulteriore passo nello sviluppo delle relazioni internazionali dell’Università
La terza tappa della missione si è svolta alla Tongji University di Shanghai, al College of Environmental Science and Engineering, dove i professori Guglielmin e Cannone hanno incontrato il professor Zhibo Lu. La mattinata è stata dedicata alla visita delle strutture e alla discussione di possibili progetti comuni, allargando il confronto anche allo studio degli effetti del cambiamento climatico nelle aree polari.
Dall’ateneo sottolineano:
“L’attività svolta in Cina rappresenta così un ulteriore passo nello sviluppo delle relazioni internazionali dell’Università dell’Insubria e nella costruzione di una rete di collaborazioni scientifiche su uno dei temi più rilevanti per la ricerca ambientale contemporanea: comprendere come il cambiamento climatico stia modificando gli ecosistemi montani e polari e quali conseguenze questi processi possano avere sull’ambiente”.
