Protesta

Caldo record nelle scuole: la rabbia dei sindacati

Sulla questione è intervenuto direttamente Daniele Ballabio, segretario generale regionale Uil Fp Lombardia.

Caldo record nelle scuole: la rabbia dei sindacati

L’ondata di caldo record che sta investendo l’Italia in questi giorni non dà tregua, e a Saronno la situazione sta diventando insostenibile, soprattutto per le fasce più vulnerabili. Le temperature estreme stanno registrando picchi preoccupanti, creando pesanti disagi nei servizi educativi della città, dove bambini e personale scolastico si trovano a fare i conti con strutture, ormai datate e non certo climatizzate, non adeguate a fronteggiare l’emergenza climatica.

Caldo record nelle scuole: la rabbia dei sindacati

Sul piede di guerra c’è il sindacato: sulla questione è infatti intervenuto direttamente Daniele Ballabio, segretario generale regionale Uil Fp Lombardia, che fotografa una realtà immobile: «In questi giorni Saronno è travolta da temperature estreme, ma nei servizi educativi 0-6 anni tutto resta fermo. Bambine e bambini sono costretti a stare in strutture senza climatizzazione adeguata, mentre lavoratrici e lavoratori affrontano condizioni di lavoro sempre più pesanti e rischiose».
Il fulcro della polemica si sposta poi sulla gestione della macchina comunale. Secondo il sindacato, mentre l’emergenza caldo è evidente, il Comune di Saronno non ha ancora adottato misure straordinarie, a differenza di altre città del territorio che si sono già mosse con interventi concreti per rimodulare orari o rinfrescare gli ambienti. «È inaccettabile», attacca Ballabio, facendosi portavoce della sezione provinciale. La Uil Fp Varese ha infatti preso carta e penna e ha scritto ufficialmente al Comune, chiedendo interventi immediati e misure urgenti per ridurre l’esposizione al caldo di piccoli e dipendenti.

L’ultimatum al Comune

«La tutela della salute non è facoltativa. Bambini e lavoratori non possono essere lasciati soli in condizioni critiche», rimarca con fermezza il segretario regionale. La pazienza del sindacato, però, ha un limite. Senza un cambio di rotta repentino da parte dell’Amministrazione saronnese, il confronto è destinato a inasprirsi: «Se non arriveranno risposte concrete, siamo pronti ad attivare tutte le iniziative necessarie. La sicurezza e il benessere vengono prima di tutto».