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Premio

Al Primenebbie di Cascina Piano la prima "Rosa d'oro camuna" varesotta

Franco Berrini è uno degli imprenditori che sta guidando la "rinascita" della viticoltura in provincia di Varese, dove filossera prima e rivoluzione industriale poi l'avevano quasi azzerata

Al Primenebbie di Cascina Piano la prima "Rosa d'oro camuna" varesotta
Attualità Valli e Laghi, 15 Dicembre 2021 ore 16:11

Vince una “Rosa d’oro camuna” il Nebbiolo “Primenebbie” di Cascina Piano, unico vino varesino ad essere premiato con l’ambito riconoscimento dall’Associazione Italiana Sommelier della Lombardia: il premio è assegnato caratteristiche organolettiche del vino rilevate durante le fasi di degustazione e “tiene conto – si legge - della coerenza produttiva della specifica azienda, specie se orientata alla valorizzazione del vitigno, della tipologia del vino e della specifica zona di produzione”.

Il Primenebbie di Cascina Piano, un vino d'oro

Le Rose Camune d’Oro riscontrano, quindi, un particolare merito per i singoli vini ed insieme per le aziende che li producono: tra essi, appunto, Cascina Piano di Franco Berrini sulle colline di Angera dirimpetto alla Rocca, e con una veduta amplissima che spazia, sulla sommità della collina, dal Sacro Monte al Lago Maggiore, fino al Monte Rosa.

“Un premio importante – commenta Berrini – che premia il nostro lavoro per realizzare un Nebbiolo in purezza, che entra sul mercato dopo 4-5 anni di affinamento in cantina”

Berrini è stato uno dei promotori dell’Igt Ronchi Varesini e, dal 2003, ha avviato l’azienda vitivinicola partendo dal recupero dei vigneti di famiglia e sviluppando, passo dopo passo, l’attività: oggi sono tre gli ettari in produzione nei comuni di Angera e Ranco. Le uve sono prevalentemente a Nebbiolo, Croatina, Merlot, Uva Rara e Barbera. Fra le uve bianche si coltivano Chardonnay, Trebbiano e Bussanello, vitigno (appunto a bacca bianca) risultato di un incrocio tra Riesling italico e Furmint.

Un mondo che torna dopo oltre un secolo di "buio"

Il premio ricevuto “è importante perché va a riconoscere, oltre al nostro lavoro, la passione che ci ha spinto a recuperare l’attività vinicola nella nostra zona: in età medievale, qui il vino aveva grande importanza, riforniva sia Milano che terre lontane in Germania. Fillossera e rivoluzione industriale hanno fortemente ridimensionato la produzione di vino nel Varesotto a partire dalla seconda metà dell’Ottocento. Il resto è storia recente, con diverse aziende che sono tornate a recuperare i vigneti e a ricollegare anche al vino il nome del nostro territorio: il mercato di riferimento è ancora quello locale, dal Varesotto al Milanese, ma diverse realtà riescono ad esportare, noi compresi. Per Cascina Piano i mercati esteri di riferimento sono Germania e Svezia, compatibilmente con le possibilità date dalla produzione, che oggi si attesta – a seconda delle annate - tra le 15 e le 20 mila bottiglie”.

A fare la differenza, per il nebbiolo Primenebbie, sono i profumi e i sapori piuttosto morbidi: le uve sono coltivate su terreni sciolti morenici, con presenza di piante aromatiche che, sfalciate e lasciate sul terreno, riescono a conferire alle piante di vite un particolare carattere.