Territorio e ambiente

Chi abita i boschi del Parco Pineta? Lo studio su cinghiali, cervi e caprioli

I dati dell'ultimo monitoraggio sugli ungulati restituisce dei dati interessanti: diminuisce la popolazione di cervi, aumenta invece quella dei caprioli. Stabile quella dei cinghiali, "segno che le azioni di controllo funzionano"

Chi abita i boschi del Parco Pineta? Lo studio su cinghiali, cervi e caprioli

Un Parco vivo e ricco di vita e di “abitanti” che lo popolano. Si parla spesso, e quasi mai in senso positivo, dei cinghiali, che balzano agli onori delle cronache per i danni causati ai campi, per le scorribande nelle zone residenziali ai margini dell’area boschiva e per gli incidenti in cui più volte si sono trovati coinvolti. Ma non ci sono solo loro all’interno del Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate.

Il “censimento” del Parco Pineta

Tra i “grandi mammiferi” (relativamente a quelli delle nostre zone, s’intende) i cinghiali non sono gli unici ad essersi stabiliti nel Parco Pineta.

L’Ente da alcuni anni svolge periodicamente delle azioni di monitoraggio, utili e necessarie a programmare eventuali interventi di controllo (come avviene per i cinghiali), ma anche a tastare il polso della salute dell’area protetta e della sua biodiversità.

Queste azioni si concentrano proprio sugli ungulati, cinghiali, cervi e caprioli e vengono svolte con l’uso di fototrappole piazzate in diversi punti del Parco, in corrispondenza alle tracce indirette della presenza di questi animali, durante la stagione estiva e durante quella autunnale. E i risultati dell’ultima campagna di “osservazione”, svoltasi tra luglio e novembre scorsi e condotta dalla dottoressa Veronica Gallina, sono interessanti.

Lo studio

L’area del Parco è stata suddivisa in 16 celle quadrate da 2 km di lato e in ciascuna sono state collocate le fototrappole nei medesimi punti utilizzati per la rilevazione precedente, del 2023.

Raccolti i filmati, sono stati annotati i passaggi degli animali ripresi, classificandoli per specie, genere, numero e, dove possibile, sesso e classe d’età; sulla scorta di questi dati applicando il REM (Random Encounter Model) è dunque stato possibile calcolare una stima della densità della popolazione.

I dati

Venendo ai risultati. Nel monitoraggio estivo, periodo di minore presenza dell’uomo all’interno dei boschi, sono stati registrati 454 passaggi di cinghiali, 271 di caprioli e 59 di cervi e 117 di volpe, il più “registrato” dei non ungulati.

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I contatti registrati dalle fototrappole in estate

In quello autunnale, i passaggi sono stati rispettivamente 256, 170 e 109. Le variazioni, si legge nel report, sono dovute ai cambiamenti negli spostamenti dovuti alla stagione degli amori, che inizia per i cervi, portando quindi i maschi a spostarsi in cerca di femmine per accoppiarsi, e che finisce per i caprioli, rendendoli più territoriali; o al cambiamento della distribuzione di risorse, come per i cinghiali che in autunno si spostano dove sono più abbondanti.

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I contatti registrati dalle fototrappole in autunno

Dal confronto con l’ultimo monitoraggio, si ricava l’evoluzione della presenza di questi animali: la popolazione di cinghiali risulta stabile, “dimostrando – si legge nel report – l’efficacia delle azioni di controllo attuate”.

La distribuzione dei caprioli

La distribuzione dei cervi

La distribuzione dei cinghiali

Quella di cervi appare in diminuzione, con una densità stimata di 0,23 per 100 ettari, diminuita dell’89,2% (a fronte di una diminuzione del 23% dei contatti), mentre quella dei caprioli di 2,22 individui ogni 100 ettari, in aumento del 33,7% (a fronte di un aumento dei contatti del 104%).

Nello studio svolto dal Parco, le due variazioni potrebbero essere collegate: i cervi potrebbero essersi stabiliti altrove, fuori dai confini del Pineta, liberando territorio per i caprioli che soffrono la coabitazione coi “cugini” più grandi.