Saronno

Una vita in ospedale, la storica caposala Catia Picozzi va in pensione dopo 42 anni di servizio

Ha contribuito alla nascita dell’endoscopia digestiva a Saronno 40 anni fa .“Oggi lascio il mio reparto con infinita tristezza , ma con la consapevolezza di aver formato un’equipe molto valida, in grado di proseguire l’attività in maniera eccellente”.

Una vita in ospedale, la storica caposala Catia Picozzi va in pensione dopo 42 anni di servizio
Saronno, 29 Settembre 2020 ore 16:25

 

Ultimo giorno di lavoro per Catia Picozzi, caposala del reparto di Endoscopia Digestiva dell’ Ospedale di Saronno, che contribuì a fondare 40 anni fa. “Il mio sogno da bambina era quello di aiutare fgli altri”. Un sogno che Picozzi ha esaudito divenendo una vera e propria istituzione per i numeri pazienti dell’ambito saronnese che in questi anni hanno avuto modo di toccare con mano la professionalità e qualità del servizio offerto.

 Picozzi, fondatrice dell’endoscopia, va in pensione

 

Catia Picozzi, classe 1961, ha trascorso una vita all’ Ospedale di Saronno, dove ha vissuto diverse situazioni, piacevoli o meno . Dal 1° ottobre va in pensione. “Catia ha contribuito alla nascita dell’ endoscopia a Saronno 40 anni fa e per tutto questo tempo ha lavorato affinché raggiungesse gli alti livelli ai quali ora è giunta”, dice di lei il collega Alfredo Puzzello.

Una vita dedicata ad aiutare gli altri: l’intervista

La storica Coordinatrice Infermieristica dell’ U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva di Saronno va in pensione tra ricordi e orgoglio e i ringraziamenti di tutti i colleghi.  Qui di seguito l’intervista redatta dalla redazione Web dell’ Asst Valle Olona.

La storica caposala della endoscopia digestiva Catia Picozzi

 

 Perché hai deciso di fare l’ infermiera, come e quando sei arrivata qui a Saronno, in quali reparti hai lavorato?

“Il mio sogno – riferisce in un’intervista la storica caposala Picozzi –  sin da bambina è sempre stato quello di aiutare gli altri; così, dopo aver frequentato due anni di Ragioneria, ho iniziato a frequentare il corso presso la Scuola Infermieri dell’Ospedale di Saronno nel settembre 1977. Ricordo che ero solo una ragazzina, ma con tanta passione e voglia di diventare un’infermiera. Fin  dall’inizio della mia carriera ho lavorato nel reparto di Chirurgia, dove nell’ottobre del 1980 mi hanno successivamente proposto di iniziare l’attività di Endoscopia con il dottor Griffa . Negli anni  successivi si sono uniti al Team il dottor Galli, il dottor Meroni, il dottor Tassan ed infine, negli ultimi anni, le nuove leve: i dottori Pariani, De Luca e Ballerini.

Cosa ricordi dei primi tempi in Endoscopia Digestiva? Hai avuto qualche “maestro” particolare?

“Ricordo che all’inizio avevamo unicamente un gastroscopio a fibre ottiche che permetteva la visione solo al medico.  No,  non ho avuto nessun maestro in particolare; la mia formazione è avvenuta in modo autonomo, in itinere, sul “campo” .

E oggi come lasci il “tuo” reparto? Lo definiresti un’ eccellenza?

“Oggi lascio il mio reparto con infinita tristezza nel cuore,  ma con la consapevolezza  di aver formato un’equipe molto valida,  in grado di proseguire  l’attività in maniera eccellente. Colgo l’occasione per ringraziare tutto il personale per la costante presenza e disponibilità e per aver condiviso gioie e dolori negli anni trascorsi insieme.”

Durante questi anni di servizio ne avrai viste di tutti i colori; scegli tu se raccontarci un episodio lieto, un episodio triste, una curiosità…

“Tra gli episodi lieti ricordo sempre con molta gioia la festa di Natale che ogni anno eravamo soliti organizzare in reparto, mentre tra quelli tristi ricordo purtroppo un episodio che ha segnato tutta l’equipe, ovvero la malattia e la morte del nostro carissimo infermiere Pietro“.

 Dell’ esperienza Covid in particolare cosa ci puoi dire?

“L’esperienza  Covid  ci ha segnato profondamente.  E’ stato un periodo difficile, fonte di ansie e paure.  Questa esperienza mi ha dato però la conferma di essere parte di un gruppo che lavora con grande professionalità e sempre con il sorriso.

“Per una persona attiva ed energica come te “pensione” non equivale sicuramente a “ non fare nulla”! Hai qualche progetto, anche solo a livello familiare?

“Dedicherò più tempo alla mia famiglia e spero di diventare al più presto nonna”

 

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