Il caso

Minacce a Bocedi, presidente di Sos Italia Libera

Parallelamente ha annunciato le dimissioni dalla commissione Commercio, Sviluppo del territorio e Sicurezza.

Minacce  a  Bocedi, presidente di Sos Italia Libera

Minacce di morte e dimissioni dalla commissione comunale sicurezza. Sono giorni delicati per Paolo Bocedi, presidente nazionale dell’associazione anti-racket e anti-usura Sos Italia Libera, che ha reso pubbliche le intimidazioni ricevute da un soggetto collegato alla criminalità organizzata.

Minacce a Paolo Bocedi

Secondo quanto riferito dallo stesso Bocedi, le minacce arriverebbero da una persona legata al clan di Matteo Messina Denaro, emerse nel contesto dell’indagine Hydra, operazione che ha riguardato attività mafiose nel Nord Italia. «Le minacce che mi sono pervenute da un soggetto legato al clan di Matteo Messina Denaro dimostrano che noi semplici cittadini di Sos Italia Libera siamo sulla strada giusta nel cercare di ridare il sorriso a molti imprenditori ricattati dai clan – ha dichiarato – Sono note le nostre costituzioni di parte civile nei molti processi in corso al fianco di imprenditori vittime della mafia ed è per questo che non ci fermeranno né minacce né altro».

Il riconoscimento come parte lesa nel processo Hydra

Il presidente dell’associazione ha spiegato che il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Milano Alessandro Ferracane lo ha riconosciuto come parte lesa in un procedimento contro un soggetto legato alla mafia di Castelvetrano, con accuse che arrivano fino all’articolo 416 bis, nell’ambito del processo Hydra. Bocedi ha voluto inoltre ringraziare le istituzioni che si sono interessate alla vicenda.

Il ringraziamento alle istituzioni

«Ringrazio l’onorevole Riccardo De Corato per il suo interessamento a tutela della mia persona. Dopo aver saputo quanto accaduto ha informato anche il ministro Matteo Piantedosi». Un ringraziamento è stato rivolto anche al prefetto di Varese Salvatore Pasquariello, al colonnello Marco Gagliardo e al maggiore Annalisa Menga. Nonostante le intimidazioni, Bocedi ha ribadito la volontà di proseguire il proprio impegno.

«Il mio impegno contro il racket delle estorsioni continua su tutto il territorio nazionale, come dimostrano le costituzioni di parte civile nei vari processi in corso. Sono tranquillo e non ho bisogno di nulla. Sono abituato alle minacce: come arrivano se ne vanno via col vento».

L’intervento di De Corato

Sulla vicenda è intervenuto il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato, che ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare.

«Esprimo la mia più totale solidarietà all’amico Paolo Bocedi, presidente nazionale dell’associazione anti-racket e anti-usura Sos Italia Libera, minacciato di morte nei mesi scorsi da un mafioso attualmente in carcere», ha dichiarato il parlamentare.

De Corato ha spiegato che porterà la questione alla Camera «affinché venga prestata la massima attenzione verso queste delicate vicende e sia tutelata l’incolumità di Bocedi».

Le dimissioni dalla commissione e la solidarietà di Amadio

Parallelamente alla vicenda delle minacce, Bocedi ha annunciato anche le dimissioni dalla Commissione Commercio, Sviluppo del territorio e Sicurezza del Comune di Saronno. Secondo quanto riferito, la decisione sarebbe maturata dopo le polemiche nate a seguito dei fatti di Cascina Colombara, in particolare in riferimento al suo intervento in difesa di una cittadina che si trovava in una situazione di pericolo.

«Ho deciso di dimettermi anche a causa delle accuse arrivate alla mia persona dopo aver difeso una donna sola e in difficoltà – ha dichiarato – arrivando addirittura ad accusarmi di aver chiamato Mario Giordano e di aver fatto troppo clamore».

Solidarietà a Bocedi è arrivata anche dal consigliere comunale indipendente di Saronno Luca Amadio, che ha espresso «dispiacere e preoccupazione» per quanto accaduto. Amadio ha sottolineato di aver conosciuto Bocedi durante la sua attività nella commissione comunale e ha definito le sue dimissioni «una grande perdita».

Secondo il consigliere, Bocedi ha avuto il coraggio di esporsi pubblicamente nella difesa di una cittadina che viveva una situazione di pericolo nel quartiere Colombara, vicenda che ha avuto eco mediatica anche a livello nazionale.

«A differenza di chi lo critica – ha affermato Amadio – io lo ringrazio per quanto ha fatto. Senza la ribalta mediatica la situazione probabilmente non si sarebbe risolta». Il consigliere ha infine invitato l’amministrazione comunale a prendere posizioni più nette sui problemi di sicurezza in città. «L’ora del silenzio è superata – ha concluso – e alle vittime va sempre data quella carezza delle istituzioni affinché non si sentano abbandonate».