Emergenza Covid

L’Ospedale di Cuasso torna in campo contro l’emergenza: riorganizzazione completata alla Sette Laghi

Mercoledì i primi 40 posti che potranno salire a 100 per chi non potrà trascorrere l'isolamento in casa e chi si avvicina alla dimissione

L’Ospedale di Cuasso torna in campo contro l’emergenza: riorganizzazione completata alla Sette Laghi
Varese, 09 Novembre 2020 ore 15:28

Mercoledì apre un reparto dedicato ai pazienti Covid all’Ospedale di Cuasso al Monte, che torna a rappresentare una pedina importante nello schacchiere di misure dell’Asst Sette Laghi contro l’emergenza Covid.

Ospedale di Cuasso riapre ai pazienti Covid

Quaranta posti letto per iniziare, destinati ad accogliere pazienti Subacuti o che necessitano di Degenza di Comunità, analogamente a quanto avvenuto nella scorsa primavera. Quelli ospitati all’Ospedale di Cuasso saranno quindi pazienti che, superata la fase più critica, necessitano ancora di un’assistenza a minore intensità, con un maggiore impegno infermieristico, oppure di pazienti ancora positivi al Sars Covid- 2 che non hanno la possibilità di restare isolati al proprio domicilio o che non hanno nessuno che possa aiutarli durante l’isolamento.

L’apertura del reparto covid all’Ospedale di Cuasso al Monte va a completare la riorganizzazione dell’intera ASST Sette Laghi per far fronte all’emergenza.

Le azioni della Sette Laghi per la “Fase 4”

“Con Cuasso andiamo a completare l’assetto assistenziale della nostra Azienda per far fronte all’emergenza. – spiega il Direttore Generale Gianni Bonelli – Abbiamo convertito 40 posti letto di Terapia Intensiva, che a breve saranno potenziati creando ulteriori postazioni in sala operatoria. Abbiamo convertito o attivato ex novo altri cinquecento posti letto per acuti, distribuiti tra gli Ospedali di Circolo, Del Ponte, Angera, Luino e Tradate. E’ uno sforzo organizzativo enorme quello in atto, una corsa continua per potenziare la nostra capacità ricettiva e offrire assistenza a tutti coloro che ne hanno bisogno nel tentativo di giungere quanto prima all’equilibrio tra nuovi ricoveri e dimissioni. In questo contesto, l’Ospedale di Cuasso gioca un ruolo strategico, permettendo di alleggerire i reparti per acuti e potenziare ulteriormente la nostra capacità di far fronte ad un’emergenza senza precedenti”.

Monti: “Struttura pronta grazie a investimenti per 800mila euro”

“La situazione epidemiologica della provincia di Varese, con oltre 500 persone ospedalizzate nella ASST Sette Laghi, richiede la riattivazione dell’ospedale di Cuasso al Monte. – commenta Emanuele Monti, consigliere regionale e Presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali, a margine della visita di stamattina all’Ospedale di Cuasso al Monte. – Durante la fase primaverile della pandemia, questa struttura aveva garantito un importante supporto, specialmente a beneficio dei tanti pazienti provenienti dai territori di Bergamo e Brescia. Adesso servirà al nostro territorio. Per questa ragione in mattinata, insieme alla Direzione Generale ha svolto un sopralluogo della struttura. L’attivazione avverrà già questa settimana, con una prima disponibilità di circa 40 posti letto su una capienza massima di circa 100.

Le operazioni di attivazione si sono svolte con il massimo della celerità grazie allo straordinario lavoro del Direttore Generale dell’ASST Sette Laghi, Gianni Bonelli, e di tutto il corpo medico e infermieristico. Durante il fine settimana, si sono susseguite una serie di riunioni per definire le modalità di apertura più efficienti, viste le tante criticità logistiche e legate al reperimento del personale. Si è riusciti tuttavia ad organizzare l’apertura nel migliore dei modi e per questo a loro vanno i miei complimenti e il mio ringraziamento. Sul presidio di Cuasso, dall’inizio della pandemia, sono stati investiti oltre 800.000 euro in adeguamenti strutturali e impiantistici che hanno permesso alla struttura di farsi trovare pronta. Durante la visita di stamattina, è stata anche l’occasione per verificare lo stato di allestimento delle camerate in cui per settimane ha alloggiato il personale sanitario durante i mesi di marzo, aprile e maggio e che ora si riempiranno nuovamente. Camerette, cucina e sala comune: spazi che permetteranno la permanenza del personale impegnato a contrastare quotidianamente la pandemia. Questo sottolinea il grande sacrificio, anche dal punto di vista personale, di tutti i professionisti che con coraggio e dedizione operano in situazioni di emergenza. A loro rinnovo ulteriormente il mio plauso”.

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