Prima della presentazione del suo libro a Varese, Carlo Calenda ha fatto tappa a Saronno per incontrare gli iscritti e i militanti del Saronnese. Un momento di confronto con i rappresentanti locali di Azione, tra cui l’Assessore Fabris, il fondatore e capogruppo in Consiglio Comunale Silvio Barosso e il consigliere Matteo Sabatti.
Un percorso che lo stesso Calenda ha riconosciuto pubblicamente, definendo «Azione a Saronno un caso scuola». Un riconoscimento particolarmente significativo per una realtà che, in sei anni, ha saputo radicarsi sul territorio, partecipare alle competizioni elettorali, contribuire alla costruzione di una coalizione di governo e oggi portare il proprio contributo all’amministrazione della città.
Calenda: «Nei Comuni serve pragmatismo, non ideologia»
«Nei Comuni non serve l’ideologia, serve pragmatismo», ha sottolineato Calenda, indicando nell’amministrazione locale il luogo nel quale la politica deve dimostrare concretamente la propria capacità di affrontare i problemi e trovare soluzioni, al di là delle appartenenze.
«Come abbiamo fatto a Saronno, con una presenza politica che ha scelto di misurarsi con la realtà, costruendo nel tempo credibilità, relazioni e consenso attorno a un’idea di politica concreta e riformista».
Francesco Ricca: «Orgoglio e responsabilità per il “caso scuola”»
«Il riconoscimento di Calenda ci fa piacere, ma soprattutto ci responsabilizza – conclude Francesco Ricca, segretario cittadino di Azione –. Essere definiti un “caso scuola” è motivo di orgoglio, perché racconta un lavoro che dura da sei anni e che è stato costruito passo dopo passo, senza scorciatoie. Abbiamo dimostrato che anche a livello locale si può fare politica con serietà, competenza e pragmatismo, mettendo davanti agli interessi di parte quelli della città. È un metodo che portiamo avanti nell’Amministrazione Pagani, con il nostro stile, e quindi non facendo mai mancare suggerimenti, critiche e proposte e invitando a cogliere gli spunti positivi provenienti anche dalle opposizioni, evitando le derive ideologiche».