Sanità

Aritmie cardiache, all’ospedale di Gallarate debutta la tecnica “Zero Raggi”

La tecnologia tridimensionale permette di trattare le tachicardie senza raggi X, con particolare attenzione alla sicurezza dei pazienti più giovani.

Aritmie cardiache, all’ospedale di Gallarate debutta la tecnica “Zero Raggi”

A Gallarate un intervento al cuore senza raggi X. Nell’Unità Operativa di Cardiologia  la ripresa dell’attività di Elettrofisiologia ha incluso l’utilizzo di tecnologie di ricostruzione virtuale tridimensionale del cuore consentendo di eseguire ablazioni senza l’uso di raggi X. Un caso recente è stata l’ablazione di una tachicardia da rientro nodale in una giovane paziente di 18 anni.

Tachicardia, come funziona l’ablazione transcatetere

La tachicardia da rientro nodale è la forma più comune di tachicardia parossistica sopraventricolare nell’adulto. Nel cuore l’impulso elettrico passa dagli atri ai ventricoli attraverso il nodo atrioventricolare. In alcune persone però si può innescare un meccanismo di “rientro” a questo livello, portando il cuore ad accelerare all’improvviso fino ad oltre 200 battiti al minuto. Gli episodi iniziano e finiscono di colpo, con cardiopalmo, oppressione al petto, affanno o capogiri. Non è un disturbo pericoloso per la vita, ma può condizionare molto la quotidianità e portare a ripetuti accessi in Pronto Soccorso fin dalla giovane età.

L’ablazione transcatetere può risolvere il disturbo in modo definitivo: per questo le linee guida europee la indicano come prima linea terapeutica in questo tipo di disturbi. Attraverso delle punture in una vena all’inguine, in anestesia locale, si introducono degli elettrocateteri in grado non solo di registrare l’attività elettrica cardiaca, ma anche di riprodurne l’aritmia, confermandone il meccanismo. Successivamente viene poi utilizzato un catetere ablatore che eroga energia in radiofrequenza in un punto preciso, si bloccano le cellule che sono implicate nel circuito patologico della tachicardia. La normale conduzione elettrica del cuore viene invece preservata.

Una mappa tridimensionale per guidare i cateteri con precisione

La tecnica “Zero Raggi” (o fluoroless) prevede che al posto dei raggi X venga impiegato un sistema di mappaggio elettroanatomico tridimensionale. Il principio di funzionamento è paragonabile a quello di un avanzatissimo navigatore satellitare: la tecnologia ricostruisce sullo schermo un modello 3D ad altissima precisione del cuore del paziente e mostra in tempo reale l’esatto movimento dei cateteri al suo interno. Questa mappa dinamica consente all’elettrofisiologo non solo di muoversi con accuratezza millimetrica, ma anche di individuare e contrassegnare preventivamente le strutture cardiache più delicate da preservare (come il normale sistema di conduzione), guidando l’ablazione in totale sicurezza. La tecnologia fluoroless consente di ottenere una localizzazione più precisa dei cateteri, una più accurata caratterizzazione del tessuto cardiaco e l’eliminazione totale delle radiazioni ionizzanti.

Innovazione e sicurezza, i vantaggi per i pazienti più giovani

Si tratta di una prospettiva rilevante, in particolare per i pazienti più giovani e per le donne in età fertile, di per sé più sensibili agli effetti delle radiazioni. Infatti le radiazioni, oltre ad avere una effetto cumulativo, possono determinare mutazioni con meccanismo casuale. “Questo intervento rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di crescita della nostra Cardiologia nel campo dell’aritmologia interventistica”, dichiara il Dr. Fabio Barlocco, Direttore dell’Unità Operativa di Cardiologia di Busto Arsizio e Gallarate “Poter offrire una procedura efficace senza raggi X, in particolare ai pazienti più giovani, significa coniugare innovazione tecnologica, sicurezza e attenzione alla persona”.

“Il sistema di mappaggio ci mostra in tempo reale dove si trovano i cateteri all’interno del cuore e ci aiuta a individuare con precisione il punto da trattare”, spiega il Dr. Francesco Brasca “Gli studi dimostrano che i risultati sono gli stessi della tecnica tradizionale, con il vantaggio di azzerare l’esposizione alle radiazioni per la paziente e per tutto il personale di sala”.

“Come indicato dalle Linee Guida dell’Associazione Italiana di Fisica Medica, le radiazioni ionizzanti di un normale esame diagnostico – come una semplice radiografia o anche una TAC – non comportano alcun rischio per la fertilità di una donna. Diverso il discorso di un intervento: la possibilità di ridurre significativamente l’esposizione a dosi di radiazioni maggiori, come avviene nel corso di una procedura interventistica, può rappresentare un evidente vantaggio per la salvaguardia delle potenzialità riproduttive di una giovane donna. Ecco perché l’intervento fluoroless per le pazienti in età fertile è sicuramente un valore aggiunto”, chiosa il Dr. Giacomo Colombo, Direttore della Struttura Complessa di Ostetricia e Ginecologia.

L’intervento è stato eseguito con successo dall’équipe di Elettrofisiologia diretta dal Dr. Francesco Brasca e composta dal Dr. Matteo Fortuna, Dr. Paolo Cerea, Dr.ssa Simona Mancassola, Dr. Diego La Maestra, Dr.ssa Giulia Filippini con il supporto del personale infermieristico e tecnico di sala.

Per informazioni sull’attività di aritmologia inviare una mail a segreteria.cardiologia@asst-valleolona.it.