Il 17 ottobre una giornata di formazione sul gioco come strumento educativo. Il 14 e 15 novembre torna la manifestazione dedicata ai giochi da tavolo e di ruolo.
“Saronno in Gioco” si fa in due
“Saronno in Gioco” cresce e, per la sua terza edizione, raddoppia l’appuntamento. La manifestazione dedicata ai giochi da tavolo e di ruolo, nata dalla passione di un gruppo informale di volontari, quest’anno si amplia con una novità: “Saronno in Gioco EDU – Gioco quindi sono”, una giornata interamente dedicata al gioco come strumento educativo e di benessere, rivolta in particolare a insegnanti, educatori, professionisti della cura e a chi opera nelle relazioni.
L’appuntamento con “Gioco quindi sono” è sabato 17 ottobre, dalle 9 alle 18 negli spazi di Fondazione Daimon, in via Legnani 4 a Saronno. La giornata è realizzata in partenariato tra Fondazione Daimon ETS, l’Istituto comprensivo Leonardo da Vinci di Saronno e Fondazione Artos di Caronno Pertusella. La partecipazione è gratuita e, per i docenti, le ore sono riconosciute come formazione in servizio.
Il gioco può essere molto più che svago
La giornata nasce dalla consapevolezza che il gioco può essere molto più di un momento di svago. In un contesto scolastico e sociale in cui diventano sempre più centrali temi come l’attenzione, la socialità, le relazioni, l’inclusione e la motivazione, il gioco da tavolo e il gioco di ruolo possono offrire strumenti concreti per lavorare sulla partecipazione, sulla cooperazione, sul problem solving e sulle competenze socio-emotive.
Commenta Fabrizio Reina, direttore creativo di “Saronno in Gioco” e docente di Fondazione Daimon:
“Quando abbiamo iniziato, l’idea era molto semplice: portare a Saronno la nostra passione per i giochi e creare un’occasione perché le persone potessero incontrarsi attorno a un tavolo. In questi tre anni abbiamo mostrato che il gioco può andare molto più lontano. È entrato in biblioteca, negli spazi dedicati ai giovani, nelle scuole, nelle iniziative dell’estate e in contesti di socializzazione, e ogni nuova collaborazione ci ha permesso di scoprire un modo diverso di utilizzarlo.
Saronno in Gioco oggi è quindi qualcosa di più di una manifestazione: è una rete di persone e realtà che riconoscono nel gioco un linguaggio capace di mettere in relazione, coinvolgere e creare occasioni di partecipazione. Con Saronno in Gioco EDU facciamo un ulteriore passo: vogliamo condividere questa esperienza con chi lavora quotidianamente con bambini, ragazzi e adulti e mettere a disposizione strumenti ed esperienze concrete. È un’evoluzione naturale del progetto e, allo stesso tempo, una nuova sfida per noi”.
Saronno in Gioco EDU propone una mattina di approfondimento con relatori accademici e professionisti e un pomeriggio di laboratori pratici, dedicati alle aree Scuola, Cura e Relazioni. Tra gli ospiti Francesca Antonacci, professoressa ordinaria di Pedagogia del gioco all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, e Matteo Zanon, psicologo che lavora anche con ragazzi in situazione di ritiro sociale. La proposta ha suscitato un forte interesse tanto che sono attesi un centinaio di partecipanti che hanno già reso sold out alcuni laboratori.
“Gioco strumento semplice, ma non banale”
Sottolinea Renzo Bertoldo, presidente di Fondazione Daimon:
“Il gioco è uno strumento semplice, ma non per questo banale. Può diventare un modo concreto per costruire relazioni, allenare competenze e creare occasioni di partecipazione. Per questo abbiamo accolto con interesse la proposta di Saronno in Gioco EDU: portare il gioco dentro i contesti educativi e di cura significa riconoscerne il valore e, allo stesso tempo, offrire a chi lavora con le persone nuovi strumenti da sperimentare”.
Commenta Maria Cornelia Proserpio, assessora alla Cultura e all’istruzione:
“La terza edizione di Saronno in Gioco rappresenta un’importante occasione per valorizzare il gioco come strumento di cultura, apprendimento, socialità e inclusione. Il gioco non è soltanto divertimento, ma anche un’opportunità per sviluppare creatività, capacità di relazione, pensiero critico e collaborazione, mettendo in dialogo generazioni diverse. È un linguaggio universale che favorisce l’incontro, rafforza i legami e contribuisce a rendere la nostra città sempre più viva e partecipata.
Come assessora alla Cultura e all’istruzione, credo fortemente nel valore educativo e culturale di iniziative come questa, capaci di coinvolgere bambini, ragazzi, famiglie e cittadini in un’esperienza condivisa, in cui imparare e divertirsi diventano parte dello stesso percorso. Desidero ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa seconda edizione, dalle associazioni agli organizzatori, dai volontari ai partner coinvolti, per l’impegno e la passione con cui promuovono occasioni di incontro e crescita per la nostra comunità. L’auspicio è che Saronno in Gioco possa consolidarsi come un appuntamento significativo per la città, capace di promuovere una cultura del gioco accessibile a tutti e di rafforzare il senso di comunità attraverso la partecipazione e la condivisione”.