Auditorium Aldo Moro gremito a Saronno per la serata del neonato Osservatorio Data Center del Saronnese che ha ospitato Enrico Duranti, animatore del movimento Stop Data Center, che ha invitato tutti i presenti all’incontro a partecipare alla manifestazione nazionale di sabato 10 ottobre alle ore 15 in piazza della Scala a Milano.
La richiesta di una moratoria nazionale sui data center
Un evento in cui verrà chiesta una moratoria nazionale sui data center: ovvero il blocco di tutte le procedure autorizzative in corso per la costruzione di nuovi data center fino a che non ci sarà un quadro normativo chiaro a livello nazionale e locale.
“Manca un piano nazionale – ha sostenuto Duranti in un’ora di intervento – Non sappiamo quanto fabbisogno ci sia di questi data center nel Paese e nella nostra regione”: come si può pensare di procedere alla cieca, senza pianificazione statale e poi regionale?
Energia, ambiente e consumo di suolo
La disamina dei trenta interventi (su 290 ad oggi proposti in Lombardia) finora in stato più avanzato di procedura autorizzativa parla chiaro: solo con questi si genererebbe un surplus di richiesta di energia elettrica pari a quella di ulteriori sei milioni di famiglie che si dovessero installare in Lombardia.
“Dove si andrebbe a prendere tutta questa energia? Dal fossile, evidentemente. Andando a compromettere ulteriormente la situazione dell’inquinamento atmosferico per cui in Lombardia già si pagano e pagheranno sempre più penali all’Unione Europea, oltre ai costi già altissimi per la salute delle persone”.
Nella serata è stato sollevato anche l’aspetto dell’inquinamento:
“Il tutto si andrebbe a sommare all’inquinamento (elettromagnetico, acustico), all’aumento di temperatura provocato, al prelievo massiccio di acqua di falda nelle stagioni più calde, all’importante consumo di suolo in territori già ampiamente cementificati – si legge nella nota dell’Osservatorio – Un aspetto su cui la Regione Lombardia, pressata dalle proteste popolari cominciate ovunque in questi mesi, dichiara di voler mettere mano, andando a modificare una legge votata solo pochi mesi fa dal Pirellone”.
Trasparenza e partecipazione dei cittadini
Ultimo ma non ultimo, il tema della democrazia:
“Di questi progetti i cittadini sanno pochissimo dai loro amministratori pubblici, invitati più volte, anche direttamente nel corso dell’incontro, a maggiore trasparenza e al coinvolgimento della cittadinanza su scelte così impattanti sui loro territori”, conclude l’Osservatorio.
Prossimo appuntamento, post-manifestazione milanese, dell’Osservatorio: giovedì 15 ottobre alle 21 presso la Casa delle Associazioni di Saronno, alla ex scuola Pizzigoni in via Parini, 54.