Sanita'

Meno radiazioni e tempi ridotti: la Radioterapia di Saronno si distingue al Congresso Nazionale della Società Italiana di Uro-Oncologia

Presentati i risultati preliminari di una nuova metodica ecografica che permette di ridurre le verifiche TAC, l’esposizione alle radiazioni e i tempi di utilizzo dell’acceleratore.

Meno radiazioni e tempi ridotti: la Radioterapia di Saronno si distingue al Congresso Nazionale della Società Italiana di Uro-Oncologia

La Struttura Complessa di Radioterapia di Saronno, diretta dalla dott.ssa Barbara Bortolato, è stata protagonista del XXXVI Congresso Nazionale della Società Italiana di Uro-Oncologia (SIUrO).

I risultati presentati al congresso

In occasione dell’evento, la dott.ssa Ilaria Repetti ha presentato i brillanti risultati preliminari relativi all’introduzione di una nuova metodica di monitoraggio pre-trattamento nella radioterapia pelvica.

Inoltre, grazie alla donazione di un ecografo tascabile wireless da parte dell’Associazione di volontariato Saronno Point ODV, il dott. Luigi De Cicco, responsabile della Struttura Semplice radioterapica di Saronno, ha introdotto la valutazione ecografica preliminare al trattamento radiante quotidiano, per verificare e misurare il corretto riempimento vescicale del singolo paziente prima di ogni seduta. Questo ha consentito di ottimizzare il flusso di lavoro, permettendo di posizionare il paziente sulla macchina di trattamento nel momento in cui il grado di preparazione risultava corretto e quindi evitando ripetute acquisizioni TAC (CBCT) di verifica sull’acceleratore.

Meno radiazioni e tempi più ottimizzati

«Grazie al team di radioterapisti della Radioterapia che hanno lavorato alla raccolta dati, e insieme al collega della Fisica Sanitaria, il dott. Francesco Moretti, che ci ha supportato nella loro elaborazione, si è dimostrato che la valutazione ecografica preliminare consente di ridurre il numero di CBCT (tomografia computerizzata cone beam, ndr) eseguite per singolo paziente, riducendo l’esposizione a radiazioni e ottimizzando l’utilizzo dell’acceleratore lineare, macchina ad alta tecnologia, consentendo di ridurre il tempo di occupazione della macchina», ha spiegato il dott. Luigi De Cicco.