Fare dell’inclusione un tema di contrattazione, in fabbrica e nei comuni. Con questo obiettivo la Fim Cisl dei Laghi e la Fnp Cisl dei Laghi hanno riunito oggi a Turate, nella sala polifunzionale riaperta dopo la grandinata del 2023, il loro Consiglio generale congiunto: “L’inclusione non è un espediente. È un diritto”.
In sala i delegati Rsu e Rls delle aziende metalmeccaniche di Como e Varese, i volontari Fnp, gli studenti dello IAL di Saronno e Legnano e la IV del Liceo delle Scienze umane ed Economico-sociale dell’Istituto Orsoline di San Carlo di Saronno.
Storie di diritti negati
La mattinata si è aperta con lo spettacolo “E li chiamano ragazzi speciali…” di e con Giambattista Anastasio e Alessandro Smorlesi, storie vere di diritti negati alle persone con disabilità e alle loro famiglie.
Il segretario generale della Fim Cisl dei Laghi Aloisio ha denunciato la condizione di chi chiede permessi per assistere un figlio o un genitore e si sente «in difetto»: «I permessi sono un nostro sacrosanto diritto».
Il segretario generale della Fnp Cisl dei Laghi Dario Grilanda ha indicato nella solitudine degli anziani, aggravata da digitalizzazione e desertificazione bancaria, «uno dei grandi problemi del nostro tempo».
Dalle storie alla contrattazione
Alla tavola rotonda “Dalle storie reali alla contrattazione quotidiana” sono intervenuti Dario Grilanda, Roberto Pagano, della segreteria Fnp Cisl dei Laghi, Giulia Messori, di IAL Lombardia, e Mirko Dolzadelli, segretario generale Fim Cisl Lombardia.
Il confronto ha messo in fila le difficoltà ancora aperte: aziende poco pronte ad accogliere le persone con disabilità, collocamento mirato che funziona poco e lavoratori lasciati soli nel lavoro di cura.
Tra le risposte del sindacato sono state indicate la contrattazione aziendale e quella sociale con i comuni, la rete con scuola e formazione professionale e la collaborazione tra lavoratori attivi e pensionati, per una «contrattazione di comunità».
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Il ruolo del sindacato
Le conclusioni sono state affidate a Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim Cisl nazionale, per il quale «momenti come questo servono a scuotere le coscienze».
Uliano ha ricordato che, sul collocamento obbligatorio, in alcuni casi le aziende scelgono di pagare il contributo di esonero piuttosto che assumere una persona con disabilità.
Nel rinnovo del contratto dei metalmeccanici la Fim aveva proposto di condividere con le Rsu i percorsi di inserimento: la proposta non è stata accolta e torna ora nella contrattazione aziendale.
Il contratto ha intanto introdotto permessi per il lavoro di cura senza preavviso.
“L’inclusione al centro”
«Dove c’è il sindacato le discriminazioni diminuiscono – ha concluso Uliano –. Se vogliamo una società più giusta dobbiamo mettere al centro l’inclusione, nelle fabbriche, nel territorio e nella scuola».
La giornata si è chiusa con il buffet preparato dallo IAL con ragazzi con disabilità impegnati in cucina e nel servizio: l’inclusione, non a parole ma vissuta.