Un nuovo capitolo riaccende la preoccupazione sulla presenza del batterio della legionella all’interno della rsa di piazza Volta a Turate. Dopo il primo allarme di inizio agosto, scattato a seguito delle analisi su campioni prelevati a fine giugno da Ats Insubria e coinciso con la morte di un 94enne e il successivo avvio di accertamenti medico-legali disposti dalla Procura, la vicenda s’arricchisce di un nuovo atto ufficiale.
Legionella, l’ordinanza della sindaca
La sindaca Roberta Clerici ha firmato negli scorsi giorni un’ulteriore ordinanza urgente, disponendo interventi immediati a tutela della salute pubblica. Il provvedimento si è reso necessario dopo che Ats Insubria ha comunicato gli esiti di un secondo ciclo di campionamenti, effettuati il 2 settembre nell’ambito delle attività di ricerca del batterio. I risultati analitici, giunti alle autorità il 17 settembre, hanno evidenziato ancora una volta delle «non conformità» nella rete idrica della struttura gestita dalla San Giacomo srl. A fronte del persistere delle criticità, la massima autorità sanitaria locale ha ordinato alla società e ai suoi legali rappresentanti una serie di prescrizioni perentorie: l’immediata inibizione dei punti terminali dell’acqua risultati positivi, l’adozione di filtri anti-legionella e il potenziamento della sorveglianza clinica sui pazienti più fragili.
Le richieste alla rsa
La rsa dovrà inoltro procedere alla bonifica integrale della rete con biocidi idonei, disincrostazione e lavaggio, prima di poter riutilizzare i rubinetti coinvolti. L’ordinanza fissa inoltre tempi strettissimi per gli adempimenti burocratici e tecnici: alla struttura sono state date 48 ore di tempo per inviare una relazione dettagliata sulle cause e le azioni correttive, ed entro cinque giorni ha trasmesso un piano di prevenzione del rischio legionellosi completamente aggiornato. Controlli e nuovi campionamenti di verifica servono a certificare l’efficacia delle sanificazioni per chiudere definitivamente l’emergenza.