Cosa succede quando il linguaggio dei mercati finanziari smette di restare sullo sfondo di un’operazione straordinaria e diventa parte integrante, delle clausole di un contratto di acquisizione? È la domanda che attraversa “La finanza nei contratti di acquisizione. Nuove clausole contrattuali nelle operazioni di M&A, Private Equity e Venture Capital”, il volume pubblicato da Key Editore, scritto da Luca Ponti, Lucrezia Platé e Federico Ponti e presentato il 22 settembre a Milano, nella sede della Borsa Italiana. Il libro affronta le tecniche di redazione contrattuale usate in queste operazioni, con l’obiettivo dichiarato di fornire ad avvocati e operatori del settore finanziario strumenti pratici per tradurre in clausole precise gli interessi delle parti e le dinamiche economiche che stanno dietro ogni negoziazione.
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Non un manuale teorico
Il volume, che porta la prefazione di Federica Seganti, presidente e amministratore delegato di Friulia S.p.A., e di Franco Valvasori, managing partner di Alcedo SGR per la nuova edizione, si presenta secondo gli autori come una guida rivolta a chi siede concretamente ai tavoli negoziali e deve trasformare numeri, valutazioni e strategie di way out in clausole sostenibili e difendibili. Non un compendio teorico sul funzionamento dei contratti, dunque, ma un testo che prova a spiegare perché certe formule contrattuali possano incidere sull’esito stesso di un’operazione.
Luca Ponti, partner fondatore dello Studio Legale Ponti DePauli Partners, ha descritto così il senso del lavoro:
“Il libro affronta un tema sempre più centrale nella pratica professionale: cosa accade quando il linguaggio della finanza entra in modo strutturale e decisivo nelle clausole di un contratto di acquisizione, diventando parte integrante della strategia complessiva dell’operazione”.
Trent’anni di evoluzione tra diritto ed economia
Negli ultimi trent’anni la contrattualistica finanziaria si è progressivamente spostata da un impianto prevalentemente giuridico verso un modello ibrido, in cui diritto ed economia si intrecciano sempre più strettamente. Oggi, secondo quanto emerso alla presentazione, redigere contratti per fusioni, acquisizioni e investimenti in capitale di rischio richiede non solo padronanza delle norme, ma anche una lettura approfondita delle dinamiche finanziarie sottostanti. Il libro raccoglie esempi pratici e analisi di casi reali, con l’obiettivo di offrire strumenti per personalizzare le clausole contrattuali invece di ricorrere alla standardizzazione che ancora oggi caratterizza molti contratti di M&A.
Lucrezia Platé, Founder di Finance for Lawyers e coautrice, ha collegato questo approccio alla necessità di un linguaggio comune tra le diverse competenze coinvolte:
“Nelle operazioni di finanza straordinaria, il successo non dipende soltanto dalla qualità delle singole professionalità coinvolte, ma anche dalla capacità di parlare una lingua comune”.
Sulla stessa linea Federico Ponti, dello Studio Legale Ponti DePauli Partners, ha osservato:
“Dietro ogni clausola economica ci sono numeri, interessi e scelte negoziali difficili da conciliare”.

Le voci del settore
Alla presentazione sono intervenuti anche esponenti del mondo degli investitori istituzionali e accademici. Maurizio Grifoni, presidente del Fondo Fon.Te., ha sottolineato come per gli investitori istituzionali competenza finanziaria e solidità contrattuale debbano procedere di pari passo, definendo il volume “un contributo utile a rafforzare una cultura dell’investimento responsabile e orientata alla creazione di valore nel tempo”.
Moreno Zani, presidente di Tendercapital, ha invece collegato il tema del libro alla difficoltà storica del mercato italiano di convertire il risparmio in capitale produttivo, indicando in una governance più chiara e in maggiori tutele per gli operatori privati le condizioni per attrarre nuovi investimenti.
Fabio Sattin, professore di Private Equity e Venture Capital all’Università Bocconi e presidente esecutivo di Private Equity Partners, ha definito l’iniziativa editoriale importante alla luce della crescente complessità degli strumenti finanziari, spiegando che oggi gli avvocati d’affari hanno bisogno di competenze tecniche sempre più specifiche insieme a una solida conoscenza dei bilanci.
All’evento ha preso parte anche Angela Maria Bracci, senior expert Mercato di Capitali di ABI.