L'evento

“Il dovere che resta”: a Varese giovani a confronto sulla legalità e memoria

L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito del programma per il Centenario della Provincia di Varese

“Il dovere che resta”: a Varese giovani a confronto sulla legalità e memoria

Nel programma del Centenario della Provincia di Varese, la giornata di mercoledì 16 settembre è stata dedicata a uno dei temi più importanti per una comunità: la legalità e la responsabilità di ciascuno di noi.

Davanti alla teca di Quarto Savona 15, simbolo della strage di Capaci, circa 250 studenti hanno partecipato a un evento denso di contenuti, che ha toccato le corde del cuore e lasciato una consapevolezza precisa: la legalità non è qualcosa che riguarda soltanto le Istituzioni, ma ciascuno di noi, ogni giorno.

Il valore della memoria

Dopo i saluti istituzionali del Presidente della Provincia di Varese Marco Magrini, del Prefetto di Varese Salvatore Pasquariello, del Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale Giuseppe Carcano, della Rettrice dell’Università degli Studi dell’Insubria Maria Pierro e del presidente della Camera di Commercio Mauro Vitiello, il confronto è entrato nel vivo con gli interventi di Giuseppe Battarino, già magistrato e docente di Comunicazione pubblica e istituzionale all’Università degli Studi dell’Insubria, con il tema “La comunicazione di giustizia e sicurezza”, e di Alessandra Cerreti, Pubblico Ministero della Direzione distrettuale antimafia di Milano, con un intervento dal titolo “Mafie al nord: presenza invisibile?”.

Il Prefetto ha sottolineato il forte valore simbolico della teca che custodisce i resti della Quarto Savona 15, definendola una parte della storia della Repubblica, segnata dal dolore e dal sacrificio di chi ha scelto di servire lo Stato fino al prezzo più alto. La memoria delle vittime della violenza mafiosa, ha ricordato, non appartiene però soltanto al passato: «La memoria – ha sottolineato – acquista valore quando diventa scelta, responsabilità e comportamento».

Il dovere che resta

La Rettrice ha ringraziato il presidente della Provincia Magrini per aver promosso, nell’ambito delle celebrazioni del Centenario, un momento dedicato in particolare agli studenti. Richiamando il titolo dell’incontro, Il dovere che resta, ha posto l’accento sul valore dell’impegno di donne e uomini che hanno dedicato la propria vita alla tutela della legalità e delle istituzioni repubblicane.

La teca della Quarto Savona 15, ha ricordato, rappresenta un invito a mantenere viva la memoria di quella stagione e delle sue vittime.

La responsabilità delle nuove generazioni

Il Dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale, Carcano, ha richiamato il significato profondo del fare memoria, invitando gli studenti a non considerare lontani o estranei gli eventi accaduti prima della loro nascita. Dalle leggi razziali del 1938 alla strage di Capaci del 1992, fino agli attentati dell’11 settembre 2001, la distanza temporale non cancella la responsabilità di conoscere, comprendere e considerare quegli avvenimenti come parte del presente e della storia comune.

Il Presidente della Provincia Magrini ha sottolineato come la lotta alla criminalità organizzata veda impegnato da vicino anche l’Ente provinciale e ha concluso il suo intervento riconoscendo il fondamentale lavoro delle Forze dell’Ordine.

Le scelte quotidiane

Mauro Vitiello, Presidente di Camera di Commercio, ha parlato di “scelte”, ovvero della possibilità di scegliere e del dovere di “non girarsi dall’altra parte”, di avere il coraggio di prendere posizione.

Il Magistrato Battarino ha riportato il tema della legalità alla dimensione della quotidianità, sottolineando come il sacrificio degli uomini della scorta di Giovanni Falcone non debba essere letto soltanto nella prospettiva dell’eroismo, ma anche come espressione di un dovere svolto ogni giorno. Da qui il richiamo all’articolo 4 della Costituzione, citato anche dal Prefetto, e al valore del lavoro come fondamento della Repubblica: «Rispettare il lavoro altrui in ogni istante della nostra vita è l’inizio della cittadinanza», ha sottolineato, invitando gli studenti a riconoscere il lavoro e la responsabilità che stanno dietro ogni attività della vita quotidiana.

Le mafie al Nord

Il Pubblico Ministero Cerreti ha richiamato l’attenzione sulla presenza delle mafie nel Nord Italia, sottolineando come la criminalità organizzata trovi terreno fertile nei territori caratterizzati da ricchezza, imprese e attività economiche, anche attraverso il riciclaggio e una rete di società e professionisti.

Agli studenti ha indicato nella cultura e nel diritto due punti di riferimento fondamentali nel percorso di formazione e crescita civile, sottolineando il ruolo della cultura nel contrasto alla criminalità organizzata.

La testimonianza di Tina Montinaro

A concludere la giornata, Tina Montinaro e la sua testimonianza sulla lunga e complessa vicenda giudiziaria legata alla strage di Capaci e sulla ricerca della verità.

Ha espresso l’amarezza per ciò che ancora manca nella ricostruzione piena delle responsabilità dell’attentato: «Ci hanno tolto tanto e non ci hanno dato neanche la verità». Un richiamo forte, rivolto soprattutto alle nuove generazioni, al valore della verità e della responsabilità in uno Stato democratico.

La diretta dell’evento

A moderare l’incontro Matteo Inzaghi, direttore di Rete 55. L’evento è stato inoltre trasmesso su Rete 55, Canale 88 del digitale terrestre.