Sono 20 in totale le persone denunciate da parte della Guardia di Finanza sul territorio della Provincia di Varese per aver percepito irregolarmente prestazioni sociali agevolate per un totale di 150mila euro. In particolare le verifiche delle Fiamme Gialle hanno riguardato Reddito di Cittadinanza, Assegno di Inclusione e altre misure di sostegno.
I controlli hanno interessato 26 posizioni di beneficiari: in 20 casi sono state riscontrate irregolarità, con un illecito beneficio percepito quantificato in 156.043 euro. Tutti i soggetti coinvolti sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria, mentre le somme sono state segnalate agli enti competenti per l’avvio delle procedure di recupero.
Le prestazioni sottoposte a verifica
Le verifiche hanno riguardato diverse forme di sostegno economico e sociale:
- Reddito di Cittadinanza;
- Assegno di Inclusione;
- assegno di natalità;
- benefici collegati alla frequenza universitaria;
- contributi correlati alle spese di locazione.
I controlli sono stati condotti attraverso l’esame delle singole posizioni, verificando la sussistenza dei requisiti previsti per l’accesso alle prestazioni e riscontrando le informazioni disponibili anche mediante l’incrocio delle banche dati in uso al Corpo.
I controlli in provincia
L’attività, come detto, ha interessato l’intero territorio provinciale ed è stata svolta dal Gruppo di Varese e dal Gruppo di Busto Arsizio, dalle Compagnie di Gallarate, Gaggiolo, Luino e Saronno.
Le verifiche hanno consentito di individuare posizioni irregolari in numerosi Comuni della provincia, tra cui Varese, Gallarate, Sesto Calende, Somma Lombardo, Luino, Germignaga, Busto Arsizio, Saronno e Tradate.
Il caso della coppia varesina
Tra le posizioni di maggiore interesse emerse nel corso delle attività, figura il caso di una coppia di coniugi varesini, entrambi richiedenti il sussidio del Reddito di Cittadinanza in presenza di una condanna di uno dei due per il reato di truffa intervenuta negli anni precedenti, elemento ostativo per il diritto al beneficio in parola.
Particolare attenzione ha inoltre richiesto l’esame delle posizioni di alcuni cittadini stranieri che avevano richiesto e ottenuto contributi correlati alle spese di locazione, pur non risultando, dagli approfondimenti effettuati, il regolare pagamento dei canoni dichiarati e con procedure di sfratto già avviate dai locatori. In tali casi, l’incrocio delle informazioni e la verifica della documentazione acquisita hanno consentito di far emergere elementi di irregolarità e di ricostruire le somme indebitamente percepite.
Il contrasto alle frodi
L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo economico-finanziario della Guardia di Finanza, volto a garantire che le risorse pubbliche destinate alle politiche sociali siano effettivamente riconosciute ai soggetti in possesso dei requisiti previsti dalla normativa.
L’obiettivo è contrastare condotte suscettibili di determinare un indebito impiego di denaro pubblico e tutelare, al contempo, coloro che hanno effettivamente diritto alle misure di sostegno.