Bergamo

Agricoltura bergamasca tra tradizione e futuro: la Fiera di Sant’Alessandro si conferma punto di riferimento per il settore

Chiusa la ventitreesima edizione con 193 espositori e 30 eventi. In primo piano la multifunzionalità aziendale, la biosicurezza negli allevamenti e il piano di rilancio del polo fieristico

Agricoltura bergamasca tra tradizione e futuro: la Fiera di Sant’Alessandro si conferma punto di riferimento per il settore

Un comparto economico capace di generare una produzione da quasi 950 milioni di euro, forte di 4.600 imprese e oltre 8.000 addetti. Sono questi i numeri che descrivono il peso dell’agricoltura orobica e che hanno fatto da cornice alla 23ª edizione della Fiera di Sant’Alessandro, tenutasi dal 4 al 6 settembre negli spazi della Fiera di Bergamo, che ha richiamato a sé oltre 50.000 visitatori.

La manifestazione, promossa da Bergamo Fiera Nuova e Promoberg, si è confermata un momento di confronto strategico tra operatori professionali, associazioni di categoria e istituzioni locali. Con 193 espositori complessivi — di cui 148 lombardi e 104 provenienti dal territorio bergamasco — l’evento ha messo in vetrina oltre dieci categorie merceologiche, unendo l’innovazione tecnologica per gli addetti ai lavori alla divulgazione per il grande pubblico.

Un settore in trasformazione: innovazione, biosicurezza e multifunzionalità

Il programma dei tre giorni ha contato 30 appuntamenti tra convegni tecnici, dimostrazioni pratiche e momenti divulgativi. I dibattiti promossi da sigle come Coldiretti Bergamo (con il supporto della Camera di Commercio), Cia Alta Lombardia, Confagricoltura e AIC (Associazione Italiana Coltivatori) hanno affrontato nodi centrali per il futuro della filiera: dagli scenari economici globali alle norme di sicurezza e biosicurezza negli allevamenti, fino alle nuove forme di comunicazione digitale nel mondo rurale.

In primo piano è emersa la capacità di adattamento delle imprese agricole locali, sempre più orientate alla multifunzionalità.

“La Fiera di Sant’Alessandro è un esempio di resilienza e di capacità di rinnovarsi”, ha spiegato Carlo Conte, responsabile fiere Promoberg. “L’utenza del settore primario sperimenta di continuo nuove opportunità: chi era dedicato all’agricoltura classica oggi si sposta verso le fattorie didattiche o la gestione boschiva. Qui proponiamo un connubio virtuoso tra le esigenze tecniche degli allevatori e la voglia del pubblico generico di avere un contatto diretto con i produttori”.

Accanto ai momenti di analisi, non sono mancate le attrazioni della tradizione: dalle rassegne zootecniche — con 400 capi bovini e altrettanti equini — alle degustazioni nel padiglione delle tipicità, fino alla novità della pigiatura dell’uva svolta in collaborazione con i produttori del Moscato di Scanzo.

Cibo, territorio e città: la visione dell’amministrazione comunale

Presente al taglio del nastro un’ampia rappresentanza istituzionale — dal Prefetto Luca Rotondi al Presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli, affiancati dai vertici regionali e parlamentari. Per il Comune di Bergamo, la fiera rappresenta un tassello centrale nelle politiche di gestione del territorio e di valorizzazione della filiera corta.

Il sindaco Elena Carnevali ha richiamato l’attenzione sull’importanza di tutelare le aree agricole periurbane e sul ruolo della cultura gastronomica cittadina, riconosciuta dall’Unesco:

“Per Bergamo è fondamentale la valorizzazione e il mantenimento della cintura periurbana a vocazione agricola, che stiamo incrementando anche attraverso gli strumenti di pianificazione urbanistica. Accanto a questo, sosteniamo la filiera corta e l’educazione alimentare nelle scuole. Bergamo è Città creativa Unesco per la gastronomia, in particolare per il patrimonio lattiero-caseario: appuntamenti come questo rafforzano la nostra identità e il legame con il territorio”.

Il futuro della Fiera di Bergamo: progetti e nuovi investimenti

All’inaugurazione della manifestazione si è parlato anche del futuro dell’infrastruttura che ospita l’evento. L’obiettivo delle proprietà è trasformare il polo espositivo in un centro polifunzionale attivo durante tutto l’arco dell’anno.

Giuseppe Epinati, amministratore unico di Bergamo Fiera Nuova, ha sottolineato la rilevanza dell’appuntamento per l’ente:

“Questa è la fiera più importante per noi come proprietari dell’immobile, perché valorizza il mondo agricolo in un momento delicato per i produttori. Vogliamo aggiornare e migliorare questo complesso: l’obiettivo è creare una struttura che viva tutto l’anno, aperta non solo alle manifestazioni espositive ma anche alla formazione aziendale e al co-working. È una sfida ambiziosa che intendiamo portare avanti con la collaborazione delle istituzioni”.

In questa direzione si inserisce anche la tabella di marcia annunciata dal Comune per il rinnovamento del quartiere fieristico, il cui progetto esecutivo è previsto per la metà del 2027 e per il quale si punta al coinvolgimento di Regione Lombardia e di partner privati.