A un mese dall’ingiusta scomparsa di Alessio Colletti, la tragica vicenda del 15enne di Saronno irrompe nelle case degli italiani attraverso le telecamere del Tg1 delle 20. Sullo schermo non ci sono soltanto le immagini di una vita spazzata via troppo presto, ma la voce spezzata di papà Antonino, deciso a trasformare lo strazio per la perdita del figlio in una battaglia pubblica di civiltà e prevenzione.
Alessio ucciso da una scarica elettrica a 15 anni
Il ricordo corre a quella tragica serata estiva a Spotorno, dove il giovane si trovava per qualche giorno di villeggiatura. Alessio, capitano e punto di riferimento della formazione Under 15 dell’Amor Sportiva, era andato al luna park sul lungomare insieme agli amici per condividere un momento di spensieratezza. Ma quel gioco al «calciometro», l’attrazione ideata per misurare la potenza del tiro, si è trasformato in una trappola mortale. Una micidiale scarica elettrica lo ha stroncato all’istante dopo che il ragazzo è entrato in contatto con una componente metallica della giostra.
“Mio figlio morto per un calcio a un pallone”
«Alessio è morto tirando un calcio a un pallone al luna park, folgorato dalla corrente elettrica. Lui è andato lì per divertirsi, ci dovrebbe essere sicurezza. È morto per un calcio. Non deve più succedere che un papà, una mamma o un parente provi quello che stiamo provando noi», ha scandito il genitore ai microfoni della Rai. Nelle sue parole si avverte la necessità di fare luce su questo dramma, affinché la memoria del giovane capitano permetta che non succeda qualcosa di simile ad altri adolescenti. Antonino ha richiamato l’attenzione sull’efficacia delle protezioni basilari, ponendo un interrogativo sconcertante: «Se dentro le mura domestiche un qualsiasi salvavita scatta per proteggere un bambino che mette le dita nella presa della corrente, com’è possibile che questo non avvenga in un impianto pubblico? Gli devo giustizia».
Tre persone nel registro degli indagati
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Savona, si è mossa senza sosta per fare piena luce sui contorni dell’incidente. L’intera area dell’attrazione è stata subito messa sotto sequestro giudiziario, mentre i periti hanno focalizzato gli accertamenti sullo stato del dispositivo elettrico. Al vaglio dei magistrati sono finite le possibili cause della dispersione, comprese le forti precipitazioni atmosferiche che avevano allagato la zona poco prima del fatto. L’ipotesi che l’acqua piovana potesse aver provocato cortocircuiti o infiltrazioni fatali è stato uno dei perni su cui hanno lavorato gli specialisti di elettromagnetismo. Attualmente la magistratura ligure ha iscritto ben tre persone nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo: si tratta del gestore della giostra, del tecnico addetto al collaudo e dell’ingegnere responsabile delle verifiche periodiche. Gli inquirenti hanno vagliato minuziosamente ogni certificato di conformità e le autorizzazioni dell’impianto. Una ricerca di giustizia profonda e meticolosa che la comunità di Saronno e la famiglia Colletti attendono con il cuore in sospeso, affinché una simile assurdità non incontri mai più il destino di alcun figlio.