Saronno si è fermata oggi pomeriggio, lunedì 27 luglio, per l’ultimo saluto ad Alessio Colletti, il 15enne deceduto dopo essere stato colpito da una scarica elettrica mentre si trovava in un luna park a Spotorno, in Liguria.
Saronno, l’addio ad Alessio
Un feretro bianco, e sopra la sua maglia dell’Amor Sportiva, con la fascia di capitano. La salma di Alessio Colletti ha fatto il suo ingresso in una chiesa gremita, accolta da un picchetto dell’Associazione Nazionale Carabinieri. In prima fila, i compagni di squadra dell’Amor.
Tante le persone presenti anche sul sagrato, a seguire la funzione dagli altoparlanti, dove prima della funzione sono stati aperti anche gli striscioni realizzati dagli amici e dai compagni di squadra del 15enne, con le scritte “Colle non sei più dov’eri ma sei ovunque noi siamo” e “Ciao Colle Amico, fratello&capitano per sempre”.

“In soli 15 anni Ale ha lasciato tanto bene. La sua vita è stata un capolavoro”
A cercare di dare voce al dolore dei tantissimi presenti, nell’omelia, don don Riccardo Bottan, responsabile della pastorale giovanile:
“In questi giorni ho pensato molto ad Alessio, come tutti noi, un po’ perché la notizia della sua morta ha lasciato molte domande e tanti dubbi, un po’ perché in tanti ci hanno parlato di lui. Mentre venivo qui ho chiesto a una sua amica come fosse. Era una bomba. Il mio ricordo è legato principalmente alle vacanze in montagna.

Era un ragazzo semplice, con la voglia di divertirsi, la sua capacità di vivere in modo anche più serie le cose importanti, ma anche la sua capacità di autoironia. E in queste giornate in vacanze si pensava a lui. Era un ragazzo come tanti, uno a cui si voleva bene anche solo per il fatto che c’era. E tutti istintivamente abbiamo sentito tutto un moto di affetto per stringerci attorno ai suoi cari, agli amici, speriamo che questo abbraccio sia arrivato.
Il suo essere un ragazzo comune lo rende vicino ai tanti ragazzi che sono qui. E di fronte a quello che è successo davvero mi ha raggiunto un pensiero: la vita è davvero preziosa, possiamo davvero imparare a vivere ogni istante, c’è tutto da assaporare. Se siamo qui oggi in cosí tanti è perché con i suoi soli 15 anni Ale ha lasciato tanto bene.
E proprio per questo restano le domande, forse anche noi vorremmo che ci fosse un senso per spiegare quello che è successo. Resta allora la grande domanda che rischia di non darci pace e inevitabilmente interroga la nostra fede. Un suo amico mi ha chiesto perché Dio ha avuto questo disegno su di lui. Sono le domande di tutti e forse non abbiamo risposta. Eppure se siamo qui è perché anche la fede può aiutarci.
Da oggi, nelle mani di Dio con le anime dei giusti, c’è anche Ale. Oggi vorremmo che la fede ci tolga la tristezza, la rabbia, ma forse non è ancora il momento, ma ci aiuta a vivere quello che la vita ci mette davanti. E la sua vita è stata un capolavoro, preziosa in ogni suo giorno”.
“Ovunque Sarai”
All’uscita del feretro al termine della funzione, l’ultimo saluto ad Alessio con le note di “Ovunque Sarai” di Irama e il volo dei palloncini bianchi, lasciati librarsi in cielo.