Ben 500 pazienti del dottor Antonio Santoro, che con l’inizio di luglio ha cessato la sua attività da medico di base a Turate, sono rimasti «esodati»: è questo l’epilogo dei giorni «infuocati» di lunghe code al caldo davanti alle farmacie, in cui i cittadini preoccupati si sono precipitati a cambiare medico per rientrare tra i 1500 assistiti accettati per la nuova dottoressa Monica Bordoli. Il suo predecessore ne gestiva però ben 2000, quindi dopo soli pochi giorni sono esauriti tutti i posti disponibili e ben 500 pazienti dovranno confluire nell’ambulatorio medico di via Tinelli, dove prestano servizio i dottori Cairoli e Rossi, che già gestiscono i 2000 assistiti rimasti «orfani» del dottor Borra.
Lunghe code e disagi per cambiare medico
A gestire la «psicosi» dei pazienti che temevano di restare senza medico sono state le farmacie, come racconta il dottor Stefano Lucini della «Farmacia Bruschi» in piazza: «Abbiamo assistito a scene impressionanti, specialmente nella prima giornata con lunghe code davanti alla farmacia. Asst Lariana ha gestito male la situazione e le conseguenze sono ricadute su di noi. Non ci saremmo mai aspettati un’affluenza del genere, ma a mobilitarsi sono stati, oltre ai pazienti del dottor Santoro, anche quelli dell’ambulatorio medico e dei tre medici che, entro sei mesi, andranno in pensione, i dottori Uggieri, Colombo e Fusetti. In tanti speravano di diventare assistiti della dottoressa Bordoli, ma solo i primi 1500 ci sono riusciti». E ancora sui disagi: «Il cambio di medico si poteva effettuare anche sul fascicolo sanitario online, ma molti pazienti non hanno dimestichezza con il digitale e quindi si sono rivolti a noi. Abbiamo rispolverato l’organizzazione dei tempi bui del Covid, facendo entrare massimo 15 persone per volte, anche perché doveva restare sempre accessibile una postazione per la vendita del farmaco».
A breve un’emergenza socio-sanitaria
Alcuni pazienti si sono mobilitati troppo tardi: «Continuiamo a ricevere richieste anche se i posti sono esauriti, ma purtroppo qualche paziente ha ricevuto la lettera in ritardo e ora si ritrova automaticamente tra gli assistiti dell’ambulatorio medico, sperando che, grazie al potenziamento, i medici riescano a gestire 500 assistiti in più». Per il farmacista a breve scoppierà una vera emergenza: «Finora eravamo uno dei Comuni messi meglio, ma nel giro di sei mesi andranno in pensione altri tre storici medici. Si troveranno altri sostituti? L’assenza di una cooperativa non aiuta l’arrivo di nuovi medici e in più in Lombardia mancano 4400 professionisti. Era un’emergenza annunciata, ma non si è fatto nulla per prevederla e anche le Case della comunità non stanno risolvendo il problema. Si andranno a intasare i Pronto soccorso e i disagi saranno pesanti per i più fragili e anziani».