Svizzera

Il Ticino si tiene i ristorni dei frontalieri. Colpa della tassa sulla salute

La decisione del Consiglio di Stato ticinese, l'attacco del senatore Alfieri: "Giorgetti e Fontana ritirino la tassa della salute"

Il Ticino si tiene i ristorni dei frontalieri. Colpa della tassa sulla salute

Secondo il Consiglio di Stato ticinese la tassa sulla salute viola gli accordi Italia-Svizzera: stop ai pagamenti, 54milioni di euro “congelati” in Svizzera.

Ristorni dei frontalieri bloccati dalla Svizzera

Il rischio c’era, e alla fine è successo. Il Consiglio di Stato del Ticino ha deciso di sospendere il pagamento di oltre 50 milioni di franchi (circa 54milioni di euro) pari alla metà del versamento previsto per la Lombardia. La decisione, spiega la nota del Consiglio di Stato, è la tassa sulla salute per i vecchi frontalieri, che a detta della parte elvetica essendo considerata un’imposta violerebbe gli accordi fiscali fra i due Paesi.

Solo la Lombardia

Lo stop ai pagamenti non riguarda il Piemonte, ma solo la Lombardia, unica Regione, si legge sempre nella nota, “ad avere manifestato la volontà di applicare tale provvedimento, addirittura con potenziale portata retroattiva dal 2024”. Pur con la richiesta avanzata al Ministero dell’Economia e delle Finanze di posticipare l’entrata in vigore della tassa sulla salute al 2027, da cui la sospensione “cautelativa”.

“Il Consiglio di Stato – conclude il comunicato elvetico – ribadisce soprattutto i buoni rapporti e la proficua cooperazione che hanno da sempre contraddistinto i rapporti tra Ticino e Lombardia, sottolineando che un’eventuale riscossione dell’imposta, secondo quanto stabilito dalla perizia giuridica, è da considerarsi contraria all’Accordo e reputa pertanto imperativo che vengano dapprima intrapresi i passi necessari per chiarire la situazione. Nel merito, il Consiglio di Stato si aspetta il pieno sostegno da parte della Confederazione a tutela degli interessi della Svizzera e del Cantone Ticino, auspicando degli atti concreti finalmente volti alla ricerca di una soluzione politica in tempi ragionevolmente rapidi. Il Consiglio di Stato intende continuare il dialogo con la Confederazione e la controparte Italiana, in particolare con la Regione Lombardia, alla ricerca di una soluzione nell’interesse di tutti”.

Alfieri (Pd): “Pagano i Comuni di frontiera”

Dai banchi del Senato, l’amaro commento del senatore dem Alessandro Alfieri, che insieme al consigliere regionale Samuele Astuti aveva più volte messo in guardia dal rischio di un blocco dei versamenti dei ristorni:

“Purtroppo, spiace dirlo, ma avevamo ragione noi. Più volte abbiamo detto al governo di centrodestra che la tassa della salute sui lavoratori frontalieri era un errore, che rappresentava profili di incostituzionalità ed era contro la normativa prevista sull’accordo sulla nuova fiscalità tra Italia e Svizzera.

Ed ecco puntuale la rappresaglia del Canton Ticino che adesso blocca alla sola Lombardia i ristorni, la quota parte delle tasse pagate dai frontalieri dovute ai comuni di confine. Non al Piemonte invece, che ha già detto di non voler applicare la tassa voluta da Meloni e Giorgetti.

E così, grazie all’ottusità e al dilettantismo dei governi di destra a Roma e in Lombardia, a pagare saranno principalmente i comuni di frontiera delle province di Varese e di Como. Comuni che stanno già pagando l’assurdo taglio dei ristorni operato dal governo, che ha deciso di togliere 39 milioni a loro dovuti per darli alle Regioni.

Davanti all’evidenza, che avevamo più volte denunciato come Partito Democratico insieme ai sindacati dei lavoratori frontalieri, Giorgetti e Fontana si fermino: ritirino la tassa della salute e restituiscano i ristorni ai Comuni di frontiera”.