bilancio sociale

Fondazione Piatti, oltre 1.200 persone accolte nell’anno dei venticinque anni

Approvato dal Consiglio di Amministrazione il Bilancio Sociale 2025 fotografa una rete di 21 servizi tra le province di Varese e Milano e proventi per 24,6 milioni di euro

Fondazione Piatti, oltre 1.200 persone accolte nell’anno dei venticinque anni

Una storia cominciata nel 1978 da un gruppo di famiglie e diventata, un quarto di secolo fa, una fondazione: è il filo che attraversa il Bilancio Sociale 2025 di Fondazione Renato Piatti, approvato dal Consiglio di Amministrazione lo scorso 27 maggio e ora consultabile sul sito dell’ente insieme al bilancio di esercizio. Il documento mette in fila i dati di un esercizio coinciso con il 25° anniversario della Fondazione, attiva nell’accoglienza e nella cura di persone con disabilità intellettiva, disturbi del neurosviluppo e dello spettro autistico.

I numeri

Nel 2025 la Fondazione ha accolto oltre 1.200 persone in 21 luoghi di vita distribuiti tra le province di Varese e Milano, con 737 tra collaboratori, professionisti e volontari, 11.800 sostenitori e proventi pari a 24,6 milioni di euro. Dietro le cifre, sottolinea l’ente, ci sono le persone con disabilità e le loro famiglie, accompagnate lungo l’intero arco della vita. È su questo terreno che il presidente Emilio Rota, nella lettera di apertura, richiama il compito dell’organizzazione:

«È davanti a queste sfide che la nostra Fondazione sente ancora più forte la propria responsabilità: anticipare i bisogni, innovare gli interventi, costruire risposte che non lascino sole le famiglie in nessun tratto del loro cammino».

La Cena di Gala 2025 di Fondazione Piatti

L’anno dell’anniversario

Il traguardo dei venticinque anni è stato segnato da diversi appuntamenti, dall’approvazione della Carta dei Valori all’opera murale “Geografie dell’incontro” realizzata da Andrea “Ravo” Mattoni sulla sede di Varese, fino alla Cena di Gala di Natale dedicata ai fondatori. Sul piano dei servizi, l’anno ha visto l’avvio della gestione delle attività di Anffas Abbiategrasso, lo sviluppo del Centro Mafalda Luce di Milano per bambini e ragazzi con autismo, la crescita della Residenza Sanitaria per persone con disabilità “Alberto Manicardi” di Sesto Calende e l’avvio del Centro Multiservizi di via Marzorati a Varese.

L’opera realizzata a Varese da Andrea “Ravo” Mattoni

A ricordare le origini è ancora Rota, per il quale, le radici di questo impegno:

«Affondano nella storia di quelle famiglie che, venticinque anni fa, ci hanno insegnato che il bene va fatto bene. Da loro abbiamo ereditato una vocazione che continua a guidarci e che chiede, ogni giorno, di mettere al centro la dignità, i diritti e il futuro delle persone con disabilità e delle loro famiglie».

Lo sguardo avanti

Accanto al consuntivo dell’attività, la Fondazione rivendica una prospettiva di crescita.

«In questi venticinque anni abbiamo imparato che un’organizzazione cresce quando genera davvero valore per il contesto in cui opera. Oggi guardiamo al futuro con una consapevolezza nuova: crescere non è solo un obiettivo, ma un dovere. Crescere nella qualità, nelle risposte, nella forza delle relazioni con il territorio e nella costruzione di percorsi personalizzati che tengano insieme cura e persona, competenza e visione» ha affermato il direttore generale Franco Radaelli.

Redatto secondo le linee guida ministeriali per gli enti del Terzo Settore, il Bilancio Sociale è disponibile sul sito della Fondazione.

Il Centro Mafalda Luce di Milano