Si è tenuta questa mattina a Barcellona, all’interno della sede del Governo catalano, la cerimonia ufficiale per il passaggio di consegne alla guida dei “Quattro motori per l’Europa“. La presidenza dell’organismo interregionale è passata formalmente dalla Catalogna alla regione francese dell’Alvernia-Rodano-Alpi.
All’evento ha preso parte, in rappresentanza della Regione Lombardia, il sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed europee, Raffaele Cattaneo. Il vertice ha rappresentato un’importante occasione per fare il punto sulla cooperazione continentale e, soprattutto, per esprimere un netto e condiviso rifiuto verso l’ipotesi di una gestione centralizzata delle risorse comunitarie.
Il ruolo strategico dei territori per la crescita economica
Nata nel 1988, la rete dei Quattro motori per l’Europa unisce quattro tra le realtà territoriali più dinamiche, competitive e orientate all’innovazione dell’intero continente: la Lombardia, la Catalogna, il Baden-Württemberg e l’Alvernia-Rodano-Alpi. Insieme, queste regioni contano circa 37 milioni di cittadini e generano oltre il 10% del Prodotto interno lordo (Pil) dell’Unione europea, cooperando in settori chiave quali la ricerca scientifica, lo sviluppo sostenibile e la competitività industriale.
Il sottosegretario lombardo Raffaele Cattaneo ha voluto difendere con forza questo modello di sviluppo:
«L’esperienza dei Quattro motori per l’Europa dimostra che la competitività europea nasce nelle regioni e dalla collaborazione tra le comunità, non da decisioni calate dall’alto da Bruxelles. Se questa rete continua a esistere dopo quasi quarant’anni è perché si fonda su un’intuizione ancora attuale: le regioni più dinamiche e innovative devono cooperare per costruire vere e proprie macroregioni funzionali. Realtà che lavorano insieme non per mera vicinanza geografica, ma perché condividono obiettivi strategici, sfide comuni e una visione di sviluppo».
Secondo l’esponente della giunta lombarda, la dimensione territoriale assume una rilevanza ancora maggiore nell’attuale scenario storico, dove le crescenti tensioni geopolitiche internazionali stanno spingendo le aziende ad accorciare progressivamente le catene del valore.
La difesa dei fondi europei e il contrasto alla centralizzazione
I lavori del vertice di Barcellona si sono articolati in due momenti principali: una prima sessione tecnica, in cui la presidenza catalana uscente ha illustrato i traguardi raggiunti e delineato la tabella di marcia per il quinquennio 2026-2030, e una successiva sessione istituzionale che ha visto il confronto diretto tra i rappresentanti politici delle quattro aree.
Uno dei risultati più rilevanti rivendicati dalla Catalogna è stato proprio il consolidamento di una posizione geopolitica comune in vista del dibattito sul prossimo “Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 dell’Unione europea”. Attraverso la firma di una dichiarazione congiunta e di un documento ufficiale (position paper) incentrato sulla Cooperazione territoriale europea, le quattro regioni hanno chiesto a gran voce il potenziamento dei programmi Interreg e hanno alzato uno scudo contro il rischio che la gestione dei fondi europei venga ricentralizzata.
Verso un’Europa delle regioni vicina ai cittadini
La delegazione lombarda ha espresso profonda preoccupazione per l’attuale orientamento delle politiche di bilancio comunitarie, che sembrano voler penalizzare l’autonomia gestionale dei territori.
«Oggi più che mai serve un’Europa delle regioni, capace di valorizzare le proprie eccellenze e di costruire lo sviluppo partendo dal basso», ha concluso Cattaneo. «Per questo guardiamo con apprensione alla proposta sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, che prevede una riduzione delle risorse destinate alle politiche di coesione a favore di un grande fondo per la competitività, con il rischio di una gestione sempre più centralizzata da parte di Bruxelles o dei governi nazionali. Indebolire il ruolo delle regioni significherebbe rinunciare a un modello che in questi anni ha saputo coniugare crescita economica, sviluppo equilibrato e inclusione sociale».
Alla cerimonia istituzionale erano presenti i massimi vertici delle regioni coinvolte, tra cui il presidente della Generalitat della Catalogna Salvador Illa, il consigliere per l’Unione europea Jaume Duch Guillot, il segretario di Stato del Baden-Württemberg Florian Haßler e il nuovo presidente in carica della rete, il francese Fabrice Pannekoucke.