Il primo concept per il futuro parco nell’area ex Mayer di Abbiate Guazzone, a Tradate, è arrivato sui tavoli del Municipio.
Tradate, un (possibile) futuro per l’area ex Mayer
Lunedì mattina, i progettisti dello studio ParcNouveau, cui era stato dato l’incarico di dar forma a un’idea di recupero e sviluppo di quell’area, hanno presentato il “prototipo” di quello che un domani potrebbero diventare quei 35mila metri quadrati tra le vie Foscolo, Marone e Palestrina, acquistati nel 2022 dal Municipio all’asta per un milione e mezzo di euro.
L’idea sul tavolo

Nel fascicolo firmato dallo studio milanese c’è tanto. Forse, si lascia sfuggire qualcuno presente a quella riunione, “anche troppo”: spazi per fare sport e tenersi forma, altri per giocare con i propri bambini e nipotini o con i propri amici, altri per passeggiare nella natura. Altri ancora per fare eventi e anche per ricordare la storia di quel luogo e la villa che un tempo vi sorgeva nella parte più alta.
“Valorizzare quel luogo”
“Un’idea sicuramente ambiziosa, perché non è limitata a un grande parco giochi o a un bosco in mezzo a un paese, ma che valorizza la storia di quel luogo, la memoria che ne hanno tanti abbiatesi e non, e i tesori arborei che custodisce: ci sono delle piante spettacolari, forse tra le più grandi e imponenti della zona”, la definisce Stefano Candiani, tra i presenti alla riunione insieme ai rappresentanti dell’Amministrazione e dell’Ufficio Tecnico.
Nessuna lottizzazione
Prima cosa: nel concept l’area c’è tutta, segno che l’ipotesi di lottizzarne delle porzioni sarebbe stata abbandonata. Il “parco che potrebbe essere” viene immaginato come un parco aperto, senza recinzioni, diviso in tre ambienti: quello più in basso su via Foscolo a prato con alcuni alberi, dove potrebbero trovare spazio ai due lati rispetto largo Ragazzi del ‘99 un’area sportiva all’aperto e uno spazio ludico per bambini (o meglio, un “percorso sportivo integrato con aree gioco per bambini”).
Salendo da lì, un secondo ambiente “di transizione” con il recupero dei prati terrazzati e delle serre per un centro per l’apprendimento del giardinaggio. Al limitare di questa fascia centrale, il balcone panoramico (già presente, da recuperare) e l’ex piscina che potrebbe essere recuperata e riutilizzata con altro scopo.
Spazio anche alla memoria
Terzo ambiente: il bosco, con una piazza centrale per eventi, concerti e proiezioni e, dove sorgeva la villa, un “padiglione della memoria” con un’installazione che ricordi la posizione e la sagoma della dimora dei Mayer, un roseto e pannelli informativi sulla storia del luogo, che dopo la caduta del nazifascismo divenne uno dei centri di accoglienza per quegli ebrei che, dopo l’orrore della Shoah, volevano raggiungere Israele. Ambizioso, e tanto.
“Lavorare per fasi, senza fretta”
Di costi, trattandosi di un concept e non di un progetto, non si parla, ma dire che potrebbero essere di un ordine di grandezza superiore ai 150mila stanziati da Roma (grazie a un emendamento di Candiani) non è un azzardo.
“Il concept prevede già una realizzazione in più fasi – spiega Candiani – Il primo obiettivo dev’essere renderlo fruibile, e credo lo si possa fare già per l’anno prossimo, al più delimitando e lasciando interdette alcune aree più complicate e anche pericolose. Poi, mano a mano che si troveranno le risorse, e su questo mi impegno come mi sono impegnato per la Frera e la caserma dei Carabinieri e come già fatto per quest’area, si potrà aggiungere ogni volta un pezzo. Non si deve aver paura di pensare a un parco da realizzare nel lungo periodo”.
Niente fretta, anche perché salvo bandi e contributi esterni, il Comune oggi non ha certo la capacità di sostenere l’investimento.