Il Circolo ACLI Mario Rimoldi di Tradate si unisce ai lavoratori nella giornata del Primo Maggio.
Primo Maggio, ACLI Tradate: “Il lavoro non può essere ridotto a un costo”
Riceviamo e pubblichiamo di seguito la nota del Circolo ACLI di Tradate in occasione della Festa dei Lavoratori:
In questo Primo Maggio 2026, nel suo ottantesimo anno di vita, il Circolo ACLI M. Rimoldi di Tradate si unisce alla voce di tanti lavoratori che ci invitano a riflettere sul senso del lavoro e sul lavoro dignitoso.
Oggi più che mai, Il lavoro è una importante leva per la democrazia e la partecipazione sociale, che non può essere ridotta a risorsa di produzione, o peggio, a costo da tagliare. Nel lavoro si gioca una parte decisiva dell’autonomia individuale, familiare e sociale, ma anche la possibilità di sentirsi parte di un “noi” concreto e vero.
La crisi del lavoro
Tuttavia, oggi il lavoro attraversa una crisi profonda a causa di un sistema economico neoliberista, che ha posto il profitto davanti a tutto: crescono il lavoro povero, la precarietà, le disuguaglianze salariali e di genere, che condizionano le famiglie pesantemente, in forte difficoltà a sostenere spese per la casa e gli affitti, spese per le cure mediche sempre più costose, spese per garantire ai propri figli una crescita ricca di stimoli ed esperienze educative e sportive.
Restano forti disparità sociali, l’ascensore sociale è bloccato. I giovani faticano a vedere nel lavoro una prospettiva di futuro e desiderano un lavoro che dia senso, che sappia assumere una dimensione etica, sociale, umana di riconoscimento delle loro competenze e della loro vita complessivamente.
L’impegno per rimettere il lavoro al centro
Il circolo ACLI di Tradate vuole dunque spendersi per rimettere il lavoro al centro, perché dove il lavoro è “equo e dignitoso” la democrazia riprende respiro, le persone ritrovano margini di scelta, possibilità di vivere degnamente, capacità di incidere sulla propria vita e sulle trasformazioni sociali.
Per questo le ACLI cittadine propongono e si impegnano per:
- sostenere un modello economico che non riduca il lavoro a costo, ma lo riconosca come valore;
- promuovere lavoro stabile, sicuro e di qualità;
- valorizzare il lavoro come spazio di partecipazione e riconoscimento sociale;
- contrastare il lavoro povero e garantire salari giusti;
- investire nella formazione professionale come infrastruttura di cittadinanza, di diritti, di capacità lavorativa, sia per i ragazzi in obbligo di istruzione e sia per gli adulti come strumento di politiche attive.
Occorrono politiche articolate, capaci di innalzare la qualità del lavoro, anche investendo nel lavoro sociale e nell’economia sociale, come risorse fondamentali per una economia più equa. Dove il lavoro è dignitoso crescono la partecipazione e la coesione sociale.