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Dopo 29 anni Candiani lascia il consiglio di Tradate. Per Macugnaga

Alla fine, quasi in zona cesarini, Candiani ha deciso: correrà a sindaco di Macugnaga. Ma non sarà un addio alla sua Tradate

Dopo 29 anni Candiani lascia il consiglio di Tradate. Per Macugnaga

Voce rotta dall’emozione per l’ex sindaco, onorevole e consigliere comunale della Lega che dopo 29 anni in consiglio comunale a Tradate ha annunciato le dimissioni per candidarsi a primo cittadino di Macugnaga.

Candiani verso Macugnaga, “pausa” da Tradate dopo 29 anni

Candiani ha preso parola al termine del consiglio comunale di martedì. Serata accesa dal confronto (anche duro) sul Rendiconto di Bilancio, fra mozioni e interrogazioni delle minoranze e la proposta, poi ritirata e rinviata in Commissione, di intitolare uno spazio in città a Sergio Ramelli. E serata che ha segnato la fine di un’epoca per la politica cittadina, quella segnata dalla presenza in consiglio comunale di Stefano Candiani, che su quei banchi si è seduto da consigliere comunale di maggioranza e opposizione, da assessore e da sindaco.

La chiamata dal Verbano

Dimissioni necessarie per seguire la “chiamata” da Macugnaga, piccolissimo comune ai piedi della parete est del Monte Rosa nella provincia del Verbano Cusio Ossola. Circa mezzo migliaio di abitanti, seconda casa per molti tradatesi e anche per Candiani, Macugnaga andrà al voto a fine maggio dopo mesi di commissariamento a seguito delle dimissioni del consiglio comunale conseguente alle inchieste che avevano portato all’arresto del sindaco Alessandro Bonacci.

Già alla fine del 2025 si era iniziato a sentire il nome di Candiani, “candidatura di prestigio” sostenuta da una cordata politica trasversale. Nei primi mesi di quest’anno, lui aveva confermato il pressing macugnaghese, senza sbilanciarsi sulla sua decisione.

Il saluto del consiglio: “Ma è una pausa”

“Ho ricevuto negli scorsi mesi, settimane e giorni, sollecitazioni a  rendermi disponibile per la candidatura a sindaco per Macugnaga.  Ovviamente la legge non consente di essere consigliere comunale in un Comune e al contempo candidato in un altro – ha esordito Candiani a fine seduta – Ho fatto delle riflessioni, guardando sempre bene all’interesse della mia città e del mio paese, a cui ho dato dato e a cui devo tanto, ma sono anche attento a dare una mano e a collaborare là dove c’è più bisogno”.

Una candidatura, l’ha definita Candiani, ” di servizio” e “per senso civico”. “A cui non mi sottraggo nel momento in cui da parte della popolazione c’è stato un reiterata richiesta di collaborazione”, ha aggiunto.

La formalizzazione delle dimissioni arriverà venerdì, in tempo per l’ufficializzazione della candidatura a Macugnaga. Non significherà un addio a Tradate:

“Sono entrato in consiglio nel 1997, esattamente 29 anni fa. E’ stato un percorso che non ritengo concluso, ma che necessita di questa pausa – ha spiegato – Badando bene che se il mio contributo non potrà più esprimersi nel dibattito in consiglio comunale, non mancherò di portarlo al dibattito nella vita politica della città, dando sempre come in questi anni e in questi tempi, attenzione ad alcuni interventi  cui tengo particolarmente e che ritengo fondamentali per il futuro della nostra città, e penso all’intervento alla Frera, come l’area ex Mayer o la nuova caserma dei Carabinieri.

Grazie ai consiglieri con cui ho lavorato in questi anni. Con qualcuno c’è stato anche un confronto serrato, sia in maggioranza sia in minoranza. A tutti, riconosco lo spirito di impegno civico a favore della nostra bella Tradate”.

La sfida a Macugnaga

Fino a una settimana fa, quella di Candiani a Macugnaga si pensava sarebbe stata una corsa in solitaria, con unica avversario il quorum del 50%+1 di almeno il 40% degli elettori. A conti fatti, una novantina di voti validi con meno di 200 macugnaghesi alle urne.

Nei giorni scorsi, lo scenario è cambiato: Candiani dovrà infatti contendersi la fascia tricolore con Francesco Gaiardelli, presidente del Distretto Turistico dei Laghi. A sostenere il suo avversario anche Davide Titoli, ex referente provinciale di Fratelli d’Italia e ora referente locale del partito dell’ex leghista Roberto Vannacci, Futuro Nazionale.