Clima teso nel Gruppo Giochi Preziosi. Nel gruppo della storica azienda produttrice di giocattoli di Cogliate, come spiegato da una nota delle sigle sindacali, sono a rischio i posti di lavoro di oltre 300 lavoratori e lavoratrici.
Crisi Giochi Preziosi, oltre 300 posti di lavoro a rischio
In totale la situazione interessa circa 30 punti vendita in tutta Italia oltre alla sede centrale, con chiusure già avviate e altre in arrivo. Un quadro dunque molto delicato quello che emerge dalla crisi dello storico marchio di giocattoli, denunciato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. Le stesse organizzazioni sindacali hanno spiegato che nel corso dell’ultimo confronto con l’azienda, che segue i precedenti incontri già svolti nell’ambito del percorso di gestione della crisi d’impresa, la società non ha ancora condiviso il piano di ristrutturazione, considerato un passaggio decisivo per definire il futuro industriale e occupazionale dell’intero gruppo, elemento dirimente per Filcams, Fisascat e Uiltucs e indispensabile per un confronto realmente proficuo.
I sindacati hanno spiegato che già alcuni dei punti vendita hanno iniziato a chiudere:
“Non si tratta di una vicenda che riguarda una singola azienda: siamo di fronte alla crisi di un gruppo che conta al proprio interno almeno 8 società collegate, con effetti già evidenti sulla rete commerciale e sui livelli occupazionali. Si registrano già punti vendita chiusi e ulteriori chiusure sono previste nei prossimi mesi, tra sfratti, criticità locative, mancati rinnovi e trattative ancora aperte. In questo modo la rete si restringe, i lavoratori restano sospesi e il quadro industriale continua a non essere chiaro. Ci troviamo davanti a una situazione gravissima, nessun piano chiaro e chiusure già in corso. Così si riduce, un pezzo alla volta, la rete retail, scaricando sulle lavoratrici e sui lavoratori il costo di una crisi gestita senza trasparenza”.
La richiesta del tavolo al Ministero
Per questo le tre sigle sindacali hanno chiesto l’apertura urgente di un tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e hanno dichiarato lo stato di agitazione a livello nazionale.
“Non siamo di fronte a episodi isolati, ma a una crisi che investe un intero gruppo. Serve un confronto concreto e complessivo, perché non è accettabile che un’azienda come Giochi Preziosi, con centinaia di addetti coinvolti, proceda senza un disegno chiaro, mentre posti di lavoro e salari restano sospesi”.