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Sos lista d’attesa Saronno ha consegnato una lettera contro la “super intramoenia”

"Si favorirebbe ulteriormente la concentrazione delle prestazioni meno remunerative a carico del pubblico"

Sos lista d’attesa Saronno ha consegnato una lettera contro la “super intramoenia”

Arriva anche a Busto Arsizio il “marzo caldo” per il Direttore Generale dell’Azienda Socio Sanitaria Locale “Valle Olona”, alle prese con le contestazioni alla delibera regionale 4986, nota come “super intramoenia” da parte del gruppo Sportello Sos lista d’attesa di Saronno.

Sos lista d’attesa Saronno ha consegnato una lettera contro la “super intramoenia”

Stamattina, infatti, i volontari dello Sportello SOS Lista d’Attesa di Saronno, che proprio all’ASST indirizza i suoi ricorsi contro il mancato rispetto di tempi e luoghi di viste ed esami indicati in impegnativa, hanno recapitato alla direzione generale una copia della “Lettera aperta ai Direttori Generali ASST e IRCCS della Regione Lombardia” sottoscritta da decine di associazioni e altri soggetti che si occupano della difesa della sanità pubblica in Lombardia.

Nel corso del mese di marzo tutte le direzioni generali degli enti indicati hanno ricevuto o riceveranno ufficialmente questa lettera, ciascuna nella propria sede in Lombardia, da parte di attivisti di ciascun territorio: si tratta di una vera e propria diffida dall’applicare la delibera di Giunta Regionale XII/4986 dello scorso 15 settembre, che autorizza i DG a stipulare contratti con enti privati di “sanità integrativa”, quali Fondi, Mutue e Assicurazioni al fine di garantire prestazioni di fatto private all’interno delle strutture pubbliche.

Perchè è stata fatta la richiesta

“Una richiesta fatta nell’intento di tutelare il diritto alla salute sancito dalla Costituzione e dalla Legge nazionale, con riferimento “agli obblighi di universalità di accesso alle cure, al superamento delle disuguaglianze sociali e tra i territori”. Cosa succederebbe, secondo gli estensori della lettera, in caso di applicazione della delibera 4986? “Fondi, Mutue e Assicurazioni […] acquisirebbero un potere di condizionamento sulle scelte operative e strategiche delle strutture pubbliche, […] agendo quindi in contrasto con gli obblighi istituzionali della Giunta Regionale Lombarda. Inoltre si favorirebbe ulteriormente la concentrazione delle prestazioni meno remunerative a carico del pubblico; si creerebbe “un percorso ‘privilegiato’ per gli utenti dotati di una forma di sanità integrativa”; si verrebbe a creare “un considerevole aggravio dei carichi di lavoro per gli operatori e le operatrici dipendenti della sanità pubblica” e il “mancato rispetto del turnover del personale e la riduzione di strutture e strumenti a disposizione delle strutture pubbliche, con spostamento di risorse verso la sanità privata in Lombardia”, che “sono tra le cause del mancato rispetto delle tempistiche definite dalle normative vigenti per numerose e fondamentali prestazioni”.

Le richieste inviate dallo sportello di Saronno

“Proprio quelle contro cui i volontari degli oltre 70 sportelli salute in Lombardia, la cui rete è prima firmataria dell’appello, indirizzano i loro ricorsi: nel caso di quello di Saronno, che ha recentemente diffuso i dati sulla propria attività oramai biennale, sono stati oltre 350, con un tasso di risposte negative del solo 9%. “Anche per questo, oltre che per invitare la cittadinanza a partecipare alla manifestazione regionale per la sanità pubblica del prossimo 11 aprile a Milano, lo sportello – normalmente aperto ogni venerdì dalle 10 alle 12 presso la Cgil Camera del Lavoro di Saronno – sarà in piazza sabato 28 marzo in forma “aperta”. Saremo lì anche per informare i cittadini che abbiamo recentemente inviato tutti i medici e pediatri di base una lettera che li invita a pubblicizzare l’attività dello sportello di Saronno nel caso avessero risposte inappropriate alla richiesta di visite ed esami con il SSN”.