Il 19 marzo il Centro di Busto Arsizio, comprensivo oggi anche di un Gruppo appartamento, e gestito dalla Fondazione Renato Piatti, ha ospitato un momento in memoria di Piero Magistrelli, scomparso cinque anni fa. L’iniziativa, che si è svolta non casualmente il giorno della festa del papà, ha riunito residenti, famiglie e rappresentanti istituzionali all’interno della struttura di Via Piombina. Lungo le sale del centro sono stati esposti i lavori realizzati dai ragazzi nell’ambito di laboratori di arteterapia e fotografia, curati in collaborazione con una cooperativa di Olgiate Olona.
Un sogno realizzato
Magistrelli è stato presidente di Anffas Busto Arsizio e l’ideatore della struttura che la Fondazione gestisce in Via Piombina. A descriverne il metodo è Raffaella Lorenzi, responsabile del Cento:
“Oggi noi ricordiamo lo zio Piero per tutti noi, Piero Magistrelli, che è stato appunto il fondatore, quello che ha costruito tutta questa struttura, pezzettino per pezzettino. Quindi oggi il titolo è proprio mattone dopo mattone.”
Il ricordo si è intrecciato con le attività esposte, che Lorenzi considera una forma di omaggio concreto:
“Questo è il modo secondo me per rendergli omaggio perché la vita continua attraverso proprio le attività, la voglia di fare festa e i sorrisi delle persone che vivono qui.”
I laboratori come percorso di costruzione del sè
I lavori in mostra, realizzati con materiali di recupero come bottoni, cialde e pezzi di stoffa, documentano un processo graduale.
“Questi laboratori sono anche un lavoro di costruzione del sé per i ragazzi. Alcuni lavori sono stati fatti in singolo per poi arrivare a imparare a collaborare attraverso delle opere che sono poi state fatte a più mani.”, ha spiegato Lorenzi.
Nel laboratorio fotografico, i ragazzi hanno imparato a usare la macchina fotografica in autonomia, realizzando scatti poi abbinati a sfondi creati con i loro dipinti.
L’eredità di un impegno civile
Sul significato più ampio della figura di Magistrelli si è soffermato Franco Radaelli, direttore generale della Fondazione Renato Piatti:
“La figura di Piero Magistrelli è un esempio di come è possibile costruire una società davvero inclusiva, una società capace di accompagnare alla vita adulta anche le persone con disabilità, guardando le persone con disabilità prima come persone.”
Radaelli ha insistito su quello che ha definito un cambio di paradigma: non più persone da assistere, ma “cittadini di questo luogo, di questa comunità, di questa umanità.”
Il presidente della Fondazione Piatti, Emilio Rota, ha ricordato la personalità di Magistrelli con affetto:
“Aveva idee che andavano veramente veloci. Ma lui andava avanti e le cose poi le completava.”
Diego Cornacchia, presidente della Fondazione Anffas-Lion Ravera, ha sintetizzato il senso della giornata:
“Oggi è la festa del papà e Piero Magistrelli è stato il papà di tutti quanti noi, a partire dai soci, dalla Fondazione Anffas, ma soprattutto per i ragazzi.”