OCCUPAZIONE

Preoccupazione alla Teva, dipendenti pronti a incrociare le braccia per il posto di lavoro

Nella sede di Caronno Pertusella prevista la riduzione del personale in forza al gruppo

Preoccupazione alla Teva, dipendenti pronti a incrociare le braccia per il posto di lavoro

Grande preoccupazione per il futuro del Gruppo Tapi inserito all’interno della multinazionale Teva. Preoccupazione che coinvolge lo storico stabilimento di via Terrazzano a Rho e quelli di Villanterio in Provincia di Pavia, Caronno Pertusella e Santhià.

Il personale ha ricevuto un’informativa allarmante riguardo a un piano globale di contenimento costi

Nell’incontro svoltosi nei giorni scorsi il personale, attraverso i sindacati ha ricevuto un’informativa allarmante riguardo a un piano globale di contenimento costi che minaccia direttamente la tenuta occupazionale. «Secondo quanto comunicato – spiegano i rappresentanti sindacali dell’azienda – a preoccupare, oltre all’annunciato contenimento dei costi, è il calo di commesse produttive per i siti italiani: la fabbrica di Villanterio ha avuto un crollo degli ordinativi del 40% e le attuali commesse avranno un’autonomia lavorativa stimata solo fino a luglio e al momento nessuna prospettiva successiva.

A Caronno potrebbe essere tagliato il 20% del personale

Critica anche la situazione di Santhià 10% di produzione Rho e Caronno Pertusella 20%» L’Azienda ha rimandato a fine aprile la presentazione del piano industriale definitivo, che scioglierà le riserve sul mantenimento dei siti produttivi. «Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di smantellamento industriale da parte di una multinazionale che, dal 2017 a oggi, ha già chiuso 4 siti in Italia coinvolgendo mille lavoratori» dichiarano le sigle sindacali. «Il sospetto è che si voglia ‘snellire’ l’organizzazione per rendere la divisione Tapi più attraente per una vendita, scaricando i costi dell’operazione sulla pelle dei lavoratori per non intaccare i dividendi degli azionisti».

I sindacati hanno rifiutato di discutere, senza garanzie, il rinnovo dell’accordo

A fronte di tale scenario, i sindacati hanno rifiutato di discutere il rinnovo dell’accordo integrativo limitatamente alla parte normativa: «Iniziare un confronto senza garanzie economiche e occupazionali è inaccettabile e inutile». I Sindacati hanno già fissato un nuovo incontro per la fine di aprile per discutere il Piano Industriale, chiedendo investimenti per il rilancio dei siti e il blocco totale di ogni ipotesi di licenziamento. Nel frattempo, verranno attivate le assemblee dei lavoratori e verranno interessate le istituzioni locali e nazionali per prevenire quella che si preannuncia come una nuova, grave crisi occupazionale nel settore chimico-farmaceutico italiano.