Il caso

Insultata sui social modella trans di “Non solo moda”

Commenti offensivi sotto la foto di Aria Lucia Barbera, di Senago, nella pagina dell'associazione nata contro ogni violenza.

Insultata sui social modella trans di “Non solo moda”

Nella «famiglia» di Gerenzano  di «Non solo moda», associazione fondata da Valentina Giacalone e dalla mamma Filomena Cervo per sensibilizzare sulla piaga del bullismo e contrastare ogni forma di violenza, è entrata di recente anche Aria Lucia Barbera, modella transgender di Senago. Non appena però l’associazione ha pubblicato alcune foto che la ritraevano insieme ad altre modelle del gruppo, sulla pagina social istituzionale di «Non solo moda» un «hater» anonimo ha iniziato a insultarla e a criticare l’associazione sia pubblicamente sia con messaggi privati. I commenti, carichi di volgarità e inciviltà, hanno dimostrato chiaramente quanto l’impegno dell’associazione sia fondamentale per continuare a sensibilizzare e a tutelare le vittime dall’«onda di odio» che sui social trova terreno fertile.

“Non solo moda” indignata dagli odiatori social

«Un profilo, palesemente falso, ha iniziato a pubblicare commenti indicibili sotto le nostre foto che ritraevano anche Aria Lucia. “Carnevale è già passato” è stato uno dei commenti meno offensivi e in privato ne sono stati scritti anche di peggiori. La nostra associazione è stata criticata perché, pur apprezzando l’intendo lodevole del nostro gruppo, l’hater non ha tollerato la presenza di una modella trans, invitandoci a escluderla dal gruppo e a non darle visibilità per non inficiare la nostra realtà – raccontano amareggiate Valentina e Filomena – La storia della nostra famiglia, dai pregiudizi per le nostre origini umili e del Sud Italia fino ai casi di bullismo che abbiamo vissuto sulla nostra stessa pelle, ci hanno insegnato la necessità dell’inclusione sociale e l’importanza di battersi al fianco di chi subisce ingiustizie, di chi viene giudicato per ciò che è, per come appare o per la sua storia». E ancora: «Questi commenti ci hanno fatto capire che nel 2026 esistono ancora persone che disprezzano la diversità. Ed è proprio per questo che continueremo a batterci. Chi commenta insultando non sa nulla della storia personale della modella, eppure si è permesso di giudicarla».

La reazione della modella

La diretta interessata, Aria Lucia, ha dato una grande lezione di intelligenza, rispondendo all’odio con il sorriso e l’ironia, reazione «figlia» di attacchi già subiti in passato che l’hanno rafforzata e fatto diventare la persona che è oggi. Le ferite e la sensazione di sentirsi sempre giudicati restano come «cicatrici invisibili» e per questo ha trovato in «Non solo moda» un luogo sicuro:

«Mi sono iscritta a questa associazione su consiglio di un amico fotografo, considerando che non brillo di grande autostima. E la “fototerapia”, come la chiamano Valentina e sua mamma, mi sta aiutando tantissimo. In poco tempo mi sono resa conto che questa associazione è qualcosa di più grande e quindi se, con il mio esempio di vita e con il modo in cui affronto il bullismo, posso aiutare altre persone che possono trovarsi nella mia condizione, sono contenta di dare la mia testimonianza. Ho sempre lottato, nel mio piccolo, per far integrare persone come me, transgender, in tutte quelle attività che vengono considerate di esclusivo appannaggio delle persone “normali”. I valori dell’associazione mi rispecchiano dunque totalmente».

“Sono più forte dell’odio”

Per quanto riguarda i commenti di odio:

«Sono messaggi di persone represse che devono per forza dimostrare un loro disagio verso qualcosa verso cui magari provano persino attrazione. E reagiscono con la negazione. Una persona equilibrata e risolta non avrebbe motivo di perdere tempo scrivendo tali cattiverie sotto le foto di altri. Nei confronti di questo tipo di persone provo solo tanta compassione, però mi rendo conto che non tutti hanno la mia stessa forza e purtroppo commenti così aggressivi e offensivi possono fare davvero male a persone più fragili. Per questo ho deciso di lottare soprattutto per loro».