Alfredo Ramponi, patron dell’omonima azienda di Carbonate che produce accessori di lusso per i brand di moda e proprietario del centro sportivo di Mozzate «Sporting Club 63», è stato protagonista insieme a sua moglie Silvia Macchi della puntata di venerdì di «Cash or Trash», il celebre programma sul Nove condotto da Paolo Conticini.
Dall’impresa di moda a “Cash or trash”
I due carbonatesi hanno portato all’attenzione dell’esperto valutatore Alessandro Rosa e dei mercanti un set con tre oggetti composti da conchiglie, due contenitori decorativi per l’incenso in argento indiano e una lampada. «Li abbiamo acquistati durante un viaggio di lavoro in India. Fin da piccolo ho la passione per le conchiglie e i minerali e questo ha ispirato la mia azienda, che realizza accessori, strass e pietre sintetiche per il mondo del lusso, collaborando con i dieci brand più prestigiosi al mondo», ha raccontato Ramponi, che da sei anni è legato a Macchi, che per lavoro si occupa di dichiarazione dei redditi. Rosa è rimasto in particolare colpito dalla lampada, realizzata con una conchiglia di Nautilus: «Questa conchiglia è da sempre molto amata. E’ arrivata in Europa nel Rinascimento e ha decorato le stanze di nobili e reali insieme ad oggetti provenienti da mondi lontani per stupire il visitatore. Mentre gli altri due oggetti sono turistici e senza valore, questa lampada da sola vale 130 euro». Anche i mercanti sono rimasti affascinati dalla lampada e in particolare Stefano D’Onghia, che l’ha acquistata con l’offerta di 160 euro: «La natura insegna sempre. La conchiglia ha un design così evocativo, affascinante e perfetto che l’uomo non è mai riuscito a emularlo». Ad Alfredo e a sua moglie Silvia sono arrivati anche i complimenti per il loro look: «E’ top, siete molto estrosi».
“Esperienza emozionante”
«E’ stata un’esperienza molto emozionante. La registrazione è avvenuta lo scorso 21 settembre negli studi di Cologno Monzese, ma prima della messa in onda non abbiamo potuto divulgare nulla. Siamo stati impegnati dalle 9 alle 18, perché oltre a noi vi erano altri quattro venditori. Tutto il personale è stato molto cordiale e ospitale e in modo particolare i mercanti e Paolo Conticini. Ho omaggiato tutti loro con una copia del libro sulla mia storia, che ho scritto qualche anno fa, dal titolo “Il ragazzo delle pietre colorate”. Sono rimasti molto contenti da questo omaggio, perché erano interessati alla storia della mia azienda. Insieme abbiamo scattato una foto ricordo».