Sanità pubblica

“Sos Liste d’attesa” funziona: vinti quasi tutti i ricorsi

Su oltre 350 ricorsi presentati finora, solo il 9% ha avuto esito negativo: la soddisfazione del referente di Attac Saronno Roberto Guaglianone.

“Sos Liste d’attesa” funziona: vinti quasi tutti i ricorsi

Lo sportello «Sos liste d’attesa» funziona: su oltre 350 ricorsi presentati finora, solo il 9% ha avuto esito negativo. A comunicare il dato è il referente di Attac Saronno Roberto Guaglianone.

“Sos Liste d’attesa” funziona: vinti quasi tutti i ricorsi

«E’ un servizio gratuito, gestito da volontari organizzati dal comitato locale dell’associazione “Attac Italia Aps” e ha sede nella Camera del Lavoro della Cgil in via Maestri del Lavoro, a due passi dal municipio. E’ aperto al pubblico ogni venerdì dalle 10 alle 12 e riceve anche senza appuntamento – spiega – Ha aperto i battenti a fine ottobre 2023 e da quel momento ha permesso l’effettuazione di 358 ricorsi da parte di utenti del Servizio sanitario nazionale, che hanno chiesto all’Asst Valle Olona di ripristinare immediatamente il loro diritto a ricevere una prestazione prescritta dal medico nei tempi indicati dall’impegnativa (che possono variare dai 3 ai 120 giorni) e vicino a casa, come vorrebbe la legge, spesso non applicata». Sull’esito dei ricorsi: «Il dato clamoroso è che solo il 9% ha avuto un esito negativo, portando alla rinuncia alla prestazione o all’utilizzo di una struttura privata per effettuare tempestivamente la visita specialistica o l’esame clinico richiesto».

Esito positivo per il 77% dei ricorsi contro le lunghe liste d’attesa

Entrando nel merito: «Il 14% di casi recenti è in attesa di risposta dopo il primo ricorso oppure, più raramente, dopo uno o due solleciti, che possono arrivare fino al livello del garante regionale. Si prevede una gran parte di esiti positivi. Il 77% ha dato esito positivo e ha consentito agli utenti di evitare di rinunciare a curarsi, se economicamente o logisticamente impossibilitati, oppure di doversi rivolgere alle strutture sanitarie private. Calcolando il costo medio di una prestazione privata, tra quelle richieste intorno ai 100 euro, si può dire che su 300 casi sono stati evitati esborsi di cittadini alla sanità privata non convenzionata per circa 30.000 euro, a fronte di un pagamento di molto meno di un terzo dell’importo in ticket. Ticket che, a causa dell’età, della patologia cronica di altre condizioni socioeconomiche, molti pazienti nemmeno devono versare: la maggioranza degli utenti dello sportello sono infatti persone in pensione, che faticherebbero a sopportare spese mediche private con le loro scarse entrate mensili». Da dove viene chi fa ricorso? 203 casi da Saronno e altri 103 dagli altri comuni del distretto (Caronno Pertusella, Origgio, Gerenzano, Cislago e Uboldo); nei restanti 52 casi da comuni limitrofi, quasi sempre appartenenti al bacino di utenza dell’Ospedale di Saronno.

Il commento di Attac

«Anche così si riafferma il diritto alla salute pubblica – sottolineano i volontari di Attac – Il fatto che il servizio venga reso gratuitamente, costituisce un importante forma di mutualismo e auto-aiuto, oltre a togliere terreno sotto i piedi della sanità privata, che la Regione ha equiparato rispetto a quella pubblica. La nostra lotta continua a essere attiva anche sul fronte del rilancio dell’ospedale di Saronno, la cui chiusura fu fermata dalla grande mobilitazione di cittadini della primavera-estate del 2023 ma che continua a essere in gravi difficoltà ,e del Piano di salute locale, di cui il Comune si deve dotare, per contare di più, insieme ai suoi cittadini, con la Regione».