Colpo di scena nel Consiglio de «I colori di Gerenzano», associazione organizzatrice del palio: ben sette consiglieri appena eletti, compreso il presidente, hanno deciso di rassegnare le dimissioni, perciò il Consiglio è stato sciolto e verranno indette nuove elezioni. I dimissionari sono il presidente Eleonora Guzzetti, Roberta Angaroni, Antonella Angaroni, Giulia Bombelli, Lucia Lauterio, Simone Vanzulli e Matteo Taverna. Sono rimasti invece Lisa Molteni, Ivan Mesiti e Antonio Toto.
Terremoto nel palio: il commento di Molteni
La prima a commentare è stata Molteni: «Quando la maggioranza di un direttivo decide di fare un passo indietro, è evidente che il problema non può essere chi chiede confronto e trasparenza, ma chi non è disposto a garantirli. La decisione di dimettersi è stata maturata dopo un incontro ristretto, senza che i tre consiglieri che non si sono dimessi venissero coinvolti. Quando sono stata eletta nel direttivo ho scelto, come altri, di lavorare in silenzio, partecipando alle attività e mettendomi a disposizione. Nonostante le critiche arrivate dall’esterno, ho pensato che il rispetto verso l’associazione e la tradizione venisse prima di tutto». E ancora: «Le difficoltà, purtroppo, sono emerse fin dalla prima riunione pubblica convocata per organizzare i gruppi di lavoro. In quella occasione l’ex presidente si è presentato con un atteggiamento che ho ritenuto poco consono al ruolo che ha ricoperto per anni. Durante l’incontro si è inserito con toni molto accesi all’interno di un gruppo di lavoro. Un episodio che ha contribuito a creare un clima di tensione in un momento che avrebbe dovuto essere di collaborazione».
Molte le criticità subentrate
Altra criticità: «Sono stati chiesti alcuni punti all’ordine del giorno riguardanti aspetti amministrativi, organizzativi e di comunicazione: richieste legittime di trasparenza, condivisione e rendicontazione, anche perché è difficile comprendere come mai l’accesso ad alcuni dati fosse riservato soltanto a pochi. Lo statuto dell’associazione, infatti, è molto chiaro: la documentazione deve essere accessibile al direttivo. Libri dei soci, libri contabili e documentazione amministrativa devono essere consultabili, proprio per garantire quella trasparenza che è alla base di qualsiasi associazione. Parliamo inoltre di un’associazione che negli ultimi mesi ha preso impegni importanti, anche economici, come il percorso intrapreso per l’ingresso nel terzo settore e lo spostamento del palio a settembre, decisioni che comportano responsabilità, oneri e risorse». Sulle conseguenze: «La risposta arrivata, però, non è stata il confronto ma le dimissioni della maggioranza del direttivo. Il palio non è la proprietà di qualcuno: è il frutto del lavoro, dei sacrifici e dell’impegno dei contradaioli. A quel punto è diventato evidente che non esistevano più le condizioni per proseguire il lavoro in modo serio e condiviso». Infine: «Il palio non appartiene né alla politica, né a un direttivo, né a un gruppo ristretto di persone. I rioni possono chiedere partecipazione, trasparenza e condivisione. Questo è lo spirito con cui è nata questa tradizione e questo deve continuare a essere. Il palio appartiene alla comunità, ai rioni e a tutte le persone che negli anni hanno dedicato tempo, passione e sacrifici per portarlo avanti. Per questo motivo è positivo vedere che i cittadini stanno cercando di ritrovarsi per capire come proseguire questo percorso e mantenere viva una tradizione che è patrimonio di tutti. Un ringraziamento va alla parrocchia e al Comune, che si sono dimostrati da subito disponibili a sostenere le iniziative. In particolare Pierangelo Borghi, Stefania Castagnoli e Monica Mariotti, hanno dimostrato attenzione e disponibilità verso la comunità».