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“Luoghi del cuore” Fai: in Lombardia saranno finanziati 20 progetti

In Provincia di Varese tre realtà hanno presentato progetti ammessi al bando, tuttavia, non sono stati finanziati a fronte dell’esaurimento dei fondi disponibili

“Luoghi del cuore” Fai: in Lombardia saranno finanziati 20 progetti

L’Italia più fragile, quella delle aree interne e delle periferie, è la protagonista dei nuovi interventi de “I Luoghi del Cuore”.

“Luoghi del cuore” Fai: in Lombardia saranno finanziati 20 progetti

Venti progetti in undici regioni, da Nord a Sud, selezionati attraverso il bando legato alla XII edizione del censimento, riceveranno un contributo economico dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, in collaborazione con Intesa Sanpaolo: 700mila euro in totale, la cifra più alta mai stanziata a sostegno del programma, che andranno a beneficio di luoghi poco noti o poco valorizzati, spesso a rischio, che incarnano e raccontano la nostra civiltà, l’identità italiana, la memoria collettiva e costituiscono un patrimonio di storia, arte e natura ricchissimo e vario. Di questi, 520.000 euro sono destinati ai progetti selezionati attraverso il bando e per la prima volta i singoli beni candidati hanno potuto richiedere fino a un massimo di 50.000 euro. Una dotazione che consente di rispondere in modo più significativo alle esigenze dei territori e di rafforzare l’impatto complessivo de “I Luoghi del Cuore”. I restanti 180.000 euro sono riservati ai primi tre classificati al censimento, per progetti da concordare con il FAI: al primo posto, il Santuario di Nostra Signora delle Grazie a Nizza Monferrato (AT) e a seguire la Fontana Antica di Gallipoli (LE) e la Chiesa di San Giorgio nel borgo di Tellaro (SP).

Tra i “luoghi del cuore” sostenuti dal bando, 18 si trovano in territori lontani dai grandi centri del nostro Paese: piccoli Comuni e frazioni, spesso situati in aree interne o in zone montuose e isolate, oppure luoghi periferici, anche in grandi città. Luoghi per i quali i cittadini, attraverso il censimento del FAI, danno voce alle loro richieste di tutela e valorizzazione, come testimoniano la passione e l’impegno civile delle centiniaia di comitati che partecipano a ogni edizione. I 20 progetti riguardano, infatti, storie e tradizioni che rischiano di scomparire o angoli di paesaggio e ambiti naturali da proteggere e tutelare: per questi luoghi la partecipazione al programma del FAI e l’assegnazione del contributo sono una concreta, talvolta l’unica, opportunità di recupero o di rilancio. Un primo “soccorso” che spesso è solo l’inizio di un processo di sviluppo locale che porta ad attirare ulteriori nuove risorse, a far crescere competenze, rafforzare lo spirito di comunità, e perfino far nascere nuove economie del territorio.

I progetti presentati in provincia di Varese

In Provincia di Varese tre realtà hanno presentato progetti ammessi al bando, tuttavia, non sono stati finanziati a fronte dell’esaurimento dei fondi disponibili. Trattasi della Chiesa di Santa Maria della Gioia e della Chiesa di Santo Stefano nel comune di Varese nonché del Collegio Rotondi nel comune di Gorla Minore, che al censimento hanno raggiunto la soglia minima di 2.500 voti, e, in particolare, rispettivamente il primo 6.319 voti, il secondo 3.635 voti, il terzo 5.496 voti.

La ricerca svolta nel 2024 da Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura, intitolata Valutazione sugli impatti de ‘I Luoghi del Cuore’, ha infatti evidenziato come il programma riesca a innescare processi virtuosi su scala locale, capaci di generare impatti culturali, sociali, ambientali ed economici, contribuendo non solo alla tutela e alla valorizzazione dei luoghi, ma anche al consolidamento dell’identità e della resilienza delle comunità e alla nascita di piccoli circuiti turistici rigenerativi.
Tali effetti risultano tanto più pronunciati ed efficaci nelle aree interne e nei piccoli centri, dove la partecipazione “dal basso” di comitati e associazioni, insieme a Comuni e Parrocchie, “trasforma l’azione de ‘I Luoghi del Cuore’ in un’infrastruttura intangibile, che favorisce la costruzione di reti, la mobilitazione di competenze diverse e di pratiche di empowerment sociale”.