L’iniziativa, promossa dal Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, mira a reclutare cittadini disposti a diventare un punto di riferimento umano e legale per i giovani migranti soli.
Aperto il bando per formare tutori volontari di minori stranieri non accompagnati
Il bando, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia (BURL, Serie Avvisi e Concorsi n. 51 del 17 dicembre 2025), ha durata di 36 mesi decorrenti dalla data di pubblicazione ed è finalizzato alla selezione di privati cittadini disponibili ad assumere a titolo volontario la tutela di minori stranieri non accompagnati.
In proposito, si fa presente che la legge 7 aprile 2017, n. 47, recante “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati”, cosiddetta legge Zampa, ha istituito questa figura pensando proprio al valore aggiunto della relazione umana nel percorso di accoglienza. L’obiettivo è quello di rispondere alla crescente necessità di figure di riferimento per i minori che arrivano in Italia senza una rete familiare. Il tutore volontario non è solo un rappresentante legale, ma un adulto che protegge i ragazzi dall’isolamento e dalle reti criminali, favorendo l’integrazione e il successo dei percorsi di accoglienza e tutto ciò non può che aiutare il lavoro dei servizi e degli enti locali.
Può diventare tutore volontario ogni cittadino che abbia compiuto i venticinque anni di età e abbia seguito l’apposita formazione curata dal Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, potendo così ricevere dal Tribunale per i Minorenni l’incarico di rappresentare legalmente un minore straniero non accompagnato e farsi interprete dei suoi bisogni e delle sue necessità. Egli svolge lo stesso compito di rappresentanza legale assegnato agli esercenti la responsabilità genitoriale, attende allo svolgimento di ogni attività, anche di natura amministrativa o sanitaria, per favorire il miglior inserimento del minore sul territorio, persegue il riconoscimento dei suoi diritti, ne promuove il benessere psico-fisico, vigila sui percorsi di educazione e integrazione, tenendo conto delle sue capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni, vigila sulle sue condizioni di accoglienza, sicurezza e protezione e ne amministra l’eventuale patrimonio.
L’appello alla massima partecipazione
Sebbene la norma preveda un massimo di tre minori per tutore, la carenza di volontari ha portato spesso a superare questa soglia. Da qui l’appello alla massima partecipazione dei cittadini lombardi, ribadito dalla circolare che oggi il Prefetto ha inoltrato ai Sindaci della provincia per sollecitare le candidature.
“Dove esiste una relazione umana e di fiducia diminuisce il rischio di isolamento, marginalità e coinvolgimento in circuiti di sfruttamento o criminalità” dichiara Riccardo Bettiga, Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, aggiungendo altresì che “se adeguatamente accompagnati ed integrati, questi giovani possono rappresentare una risorsa per i territori e per il futuro della comunità; se lasciati da soli, il rischio è quello di percorsi di esclusione con conseguenze negative per loro e per la collettività”.
Chi ha la tutela formale di un MSNA, al di là degli adempimenti tecnici e burocratici, può scegliere di fare davvero la differenza nella vita di un giovane.
I cittadini interessati possono consultare il testo integrale dell’avviso e ottenere maggiori informazioni sulle modalità di candidatura visitando il sito ufficiale del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Lombardia.