Sanità

“Ospedale tenuto in piedi dai liberi professionisti”

A lanciare l'allarme sul presidio di Saronno è Gianluca Firrisi, segretario generale della Uil Fpl Varese.

“Ospedale tenuto in piedi dai liberi professionisti”

«L’ospedale di Saronno è tenuto in piedi da 25 infermieri liberi professionisti». E’ questo il «dato allarmante» denunciato da Gianluca Firrisi, segretario generale della Uil Fpl Varese.

I dati allarmanti

«Nei quattro ospedali e nei distretti della Asst Valle Olona operano complessivamente 36 infermieri liberi professionisti. Di questi, ben 27 (il 75%) sono concentrati tra il distretto (2 unità) e l’ospedale di Saronno (25 unità). Restano esclusi dal conteggio sette liberi professionisti in servizio in una struttura di Tradate, prossima all’assegnazione all’Asst Sette Lagh – puntualizza – Questo modello organizzativo genera gravi criticità. L’infermiere libero professionista, infatti, non è un lavoratore subordinato: non è tenuto al rispetto delle 36 ore settimanali, né a una programmazione strutturata e continuativa dei turni. Basta un esempio concreto: se un infermiere libero professionista comunica la propria indisponibilità dal 20 dicembre al 6 gennaio, i turni scoperti devono essere coperti dal personale dipendente». Il risultato è sotto gli occhi di tutti: «Nei periodi di ferie e festività, il personale strutturato fatica a garantirsi riposi e giorni di ferie, in un contesto già segnato da stanchezza cronica e burnout. A ciò si aggiunge una gestione aziendale che, con la motivazione che “i medici ci sono”, aumenta i posti letto senza considerare le reali difficoltà del personale infermieristico. Una distribuzione più equa degli infermieri liberi professionisti tra i presidi aziendali ridurrebbe l’impatto su Saronno e garantirebbe migliori condizioni di lavoro agli infermieri dipendenti del presidio».

La proposta della Uil

E ancora: «Spesso l’Azienda giustifica la situazione affermando che i neoassunti difficilmente richiedono Saronno. In parte ciò può essere vero: i bandi sono aziendali e la sede principale è Busto Arsizio, con Gallarate a soli cinque km. E’ evidente che, per ragioni geografiche, molti idonei provengano dai comuni del centro-nord della provincia». La Uil lancia una proposta: «Pur consapevoli che non esista una soluzione semplice e immediata, riteniamo doveroso tentare nuove strade. Perché l’Azienda, come già fatto per i cardiologi, non pubblica bandi con assegnazione esclusiva al presidio di Saronno? Tentare è un dovere per un’Azienda che voglia realmente tutelare i propri lavoratori e garantire la continuità dei servizi». Infine : «Continueremo a vigilare e a mettere in campo ogni azione necessaria per tutelare il personale in servizio».