Ieri pomeriggio, nella casa funeraria di Miazzolo a Saronno, si è svolta la commemorazione funebre dell’On. Ivonne Trebbi. In tanti hanno voluto partecipare per renderle l’ultimo saluto, testimoniando con una presenza numerosa e partecipe l’affetto, la stima e il rispetto per una figura che ha segnato profondamente la storia civile e democratica del Paese.
In tanti per l’ultimo saluto a Ivonne Trebbi
La comunità di Saronno, della provincia di Varese e dell’intero Paese ha così reso omaggio alla staffetta partigiana, donna delle istituzioni e parlamentare della Repubblica. A ricordarne la figura e il valore civile è stato il Prefetto di Varese, Salvatore Rosario Pasquariello, con un messaggio intenso e partecipato.
«La scomparsa di Ivonne Trebbi lascia un vuoto profondo nella comunità della provincia di Varese e nella memoria civile del Paese», ha affermato il Prefetto, ricordando come Trebbi sia stata «una testimone vivente della Costituzione, non solo per averne rappresentato le origini storiche, ma per averne incarnato, giorno dopo giorno, i valori più autentici».
La scelta della Resistenza e una vita di impegno
Nel suo intervento, il Prefetto Pasquariello ha ripercorso l’impegno di Ivonne Trebbi nella Resistenza, una scelta compiuta in giovanissima età: «Il suo impegno nella Resistenza nasceva da una scelta di responsabilità e di coraggio, maturata in un tempo in cui nulla era scontato e tutto poteva costare la vita».
Una scelta che non è mai venuta meno e che ha orientato l’intero percorso umano e pubblico di Ivonne Trebbi, dall’esperienza parlamentare all’instancabile attività di testimonianza. Anche negli anni più recenti, ha ricordato il Prefetto, «Ivonne Trebbi non ha mai smesso di parlare alle coscienze, soprattutto a quelle dei più giovani», ribadendo che «la libertà, la democrazia e la pace non sono mai conquiste definitive, ma beni fragili che richiedono cura, responsabilità e partecipazione».
“Partecipazione” e fiducia: il messaggio che resta
Proprio la parola “partecipazione” è stata indicata dal Prefetto come una delle eredità più forti lasciate da Ivonne Trebbi: «È il termine che ho sentito anch’io pronunciare direttamente dalla sua voce. Ci invitava a sentirci comunità, a pensare al prossimo, all’ambiente, al sociale, facendo presente che nessuno si salva da solo».
Nel ricordo personale, Pasquariello ha citato la visita a Ivonne Trebbi nella sua casa di Saronno la mattina dello scambio di auguri natalizi del 2023 in Prefettura, insieme ai rappresentanti dell’ANPI e alle docenti coinvolte nella realizzazione del libro autobiografico “Ivonne, una vita da partigiana”. «Scelsi di collegare quel momento con il “discorso alla città” dell’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, invitando tutti ad essere “seminatori di fiducia”», ha spiegato.
Ivonne Trebbi, ha concluso il Prefetto, «incarnava pienamente quel messaggio. È stata, per tutta la sua vita, una seminatrice di fiducia: nella democrazia, nelle istituzioni, nelle persone. Una fiducia mai ingenua, ma fondata sulla responsabilità, sull’impegno e sul senso del bene comune».
Il suo insegnamento resta chiaro
«La memoria non è nostalgia del passato, ma responsabilità nella vita e nel lavoro di tutti i giorni». Un’eredità che continua a indicare «la strada del dialogo, della partecipazione e della coesione sociale».
Alla famiglia, ai cari, agli iscritti all’ANPI e a tutti coloro che l’hanno conosciuta e stimata, il Prefetto ha rivolto «il cordoglio sincero e riconoscente delle istituzioni e dell’intera c
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omunità provinciale», ricordando che «la sua testimonianza rimarrà viva nella storia e nella coscienza civile di tutti».