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Luna Rossa sfiora la vittoria, il venegonese Bovolenta: «Non c’è sconfitta nell’animo di chi lotta»

Membro dello shore team racconta la sua esperienza ad Auckland: «Tutti han dato tutto, rimane l’amaro in bocca perché ci siamo arrivati davvero vicini. Ma è il bello e il brutto dello sport»

Luna Rossa sfiora la vittoria,  il venegonese Bovolenta: «Non c’è sconfitta nell’animo di chi lotta»
Sport Tradate, 05 Aprile 2021 ore 11:37

 

Luna Rossa sfiora la vittoria: mai un team italiano era andato così vicino a vincere la Coppa America, il trofeo velico più antico del mondo. Nel team anche il venegonese Paride Bovolenta che al ritorno a Venegono racconta la straordinaria esperienza.

Coppa America, Luna Rossa sfiora la vittoria

«Per vincere la Coppa America prima devi battere tutti gli sfidanti (challengers). Luna Rossa Prada Pirelli ha regatato contro Ineos Team Uk e NYYC American Magic, battendoli entrambi. Vincendo la PRADA Cup abbiamo acquisito il diritto di sfidare il Defender Emirates Team New Zealand. La Coppa America si svolgeva al meglio delle sette regate: Team New Zealand ha vinto 7 a 3. Luna Rossa ha onorato una campagna di coppa strepitosa, cedendo il passo solo nel finale».
È tempo di valige, di aeroporti, di bilanci. Si è da poco conclusa la 36esima America’s Cup presented by Prada: Emirates Team New Zealand ha vinto. Luna Rossa Prada Pirelli, quasi.

Nel team di Luna Rossa, anche un venegonese, Paride Bovoloneta

Il venegonese Paride Bovolenta, membro dello shore team, torna a Venegono e racconta l’esperienza vissuta e la vittoria sfiorata.

«Partiamo dal presupposto che non c’è sconfitta nell’animo di chi lotta. Sembra retorica ma è così. Tutti han dato tutto, rimane l’amaro in bocca perché ci siamo arrivati davvero vicini. Ma è il bello e il brutto dello sport. Cos’è mancato è difficile da dire. Quando hai a che fare con delle barche così tecnologicamente avanzate, anche un solo piccolissimo dettaglio, può fare la differenza».

 I progetti futuri di Bovolenta

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Bovolonta torna in Italia e come prima cosa “rallenterò il ritmo per ricaricare le batterie. Soprattutto nel periodo ad Auckland, l’adrenalina è corsa a fiumi. C’è una routine così serrata che, alla fine, hai bisogno di staccare. La tua vita viene completamente stravolta: famiglia e amici sono i primi che ne fanno le spese. Ora sono diretto a casa e non vedo l’ora di riabbracciar i miei cari e passare del tempo con loro».
I sui progetti futuri: «Virus permettendo vorrei fare una vacanza, e poi passare l’estate in Sardegna. Una regione che mi ha stregato. La qualità della vita per chi pratica sport acquatici, e in particolare la vela, è altissima. Il vento non manca mai. Professionalmente è un po’ presto per parlare. A biglie ferme ragionerò sul futuro. Ho imparato tantissimo da questa esperienza e non vedo l’ora di avviare un nuovo progetto. Di sicuro il futuro sarà salato».

Una battaglia navale intrisa di maestria ed entusiasmo che ha tenuto molti incollati ai televisori nonostante il fuso orario, nonostante pigiama e pantofole volessero portarci a letto, nonostante il vento avverso, nonostante tutto.
Perché, nonostante tutto, è stato un successo.

 

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