Scuola

Rientro a scuola, Ats pronta coi protocolli anti-Covid

L'isolamento scatterà solo in caso di positività al tampone. Ats valuterà caso per caso ma no a chiusure generalizzate

Rientro a scuola, Ats pronta coi protocolli anti-Covid
Varese, 11 Settembre 2020 ore 14:47

Stamattina, venerdì 11 settembre, in conferenza stampa i responsabili di Ats Insubria hanno comunicato il “piano” messo a punto per garantire la sicurezza del rientro a scuola degli studenti da lunedì.

Rientro a scuola, come si fa?

Test sierologici a docenti e personale scolastico, patto di corresponsabilità con i genitori, monitoraggio, tracciamento e isolamento. Tutto pronto per il ritorno a scuola degli studenti di ogni ordine e grado che avverrà lunedì. Ats ha infatti messo a punto un piano che, sono sicuri, permetterà di garantire la sicurezza di tutti gli alunni e del personale, con la rapida individuazione di ogni possibile focolaio.

No a chiusure generalizzate

Il timore più grande dei genitori è che per un caso tutta la scuola venga posta in isolamento. Non succederà, se non in casi particolari che saranno stabiliti di volta in volta, a seconda di quanto emergerà dalle indagini attivate dall’Ats.

Controllo della temperatura

Per quanto riguarda il controllo della temperatura, come stabilito dal patto di corresponsabilità scuola/genitori, quello agli alunni dovrà essere effettuato già a casa: se la temperatura dovesse superare i 37,5 gradi centigradi, non potrà essere portato a scuola. La temperatura corporea degli insegnanti invece, come previsto dalla normativa, sarà misurata dalla scuola come quella del personale non docente.

Sintomi e febbre

Lo stesso vale in caso lo studente abbia già a casa i sintomi che potrebbero segnalare un’infezione da coronavirus in corso. Oltre al febbre dolori gastrointestinali, spossatezza, ecc…

Isolamento e segnalazione

Qualora sintomi o febbre dovessero comparire non a casa ma a scuola, lo studente sarà temporaneamente isolato in un locale ad hoc sotto la sorveglianza di un addetto dotato di tutti i dpi necessari. Partirà la chiamata a casa e i genitori (o chi per loro) dovrà andare a prenderlo per portarlo a casa, senza l’utilizzo di mezzi pubblici. Sempre il patto di corresponsabilità prevede che i genitori segnalino la comparsa di sintomi al medico o al pediatra, cui starà la valutazione sul sottoporre o meno lo studente al tampone. In caso questo non sia ritenuto necessario, non si potrà comunque far rientro a scuola fino a scomparsa dei sintomi e all’ottenimento di un certificato dal proprio medico. In questa fase la classe non sarà posta in isolamento. Se il medico invece ritenesse necessario il tampone e questo dovesse risultare positivo, Ats avvierà le contromisure: indagini sui contatti stretti (a partire dai genitori) avuti dallo studente nelle 48 ore precedenti e in base ai risultati di questa valuterà se procedere con isolamenti fiduciari ed esami solo su alcuni soggetti o su tutta la classe per 14 giorni.

Più complicata invece la definizione di un protocollo specifico in caso di sintomatologia o positività di un docente. In questo caso, hanno spiegato da Ats, “si valuterà necessariamente caso per caso”.

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I test sierologici

Intanto Ats è al lavoro per i test sierologici pungidito a docenti e personale delle scuole, che continueranno fino al 18 settembre. Ad oggi, venerdì 11 settembre, sono 19.231 i sottoposti al test, di cui 381 risultati positivi e quindi con anticorpi specifici contro il Covid. Sottoposti a tampone, nessuno di loro è risultato avere un’infezione in corso.

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