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Carbonate

“La Dad non è scuola”, una rivolta silenziosa a Carbonate

 Anche i genitori del paese comasco aderiscono alla rete Nazionale "Scuola in presenza"

“La Dad non è scuola”, una rivolta silenziosa a Carbonate
Scuola Comasca, 31 Marzo 2021 ore 12:03

 

 

 

«La Dad non è scuola»: una rivolta silenziosa a Carbonate per tutelare il diritto allo studio e la socialità dei più giovani

 “La Dad non è scuola”  cancelli di asili e scuole tappezzati di striscioni

I cancelli della scuola primaria Rodari e della scuola dell’infanzia Scalini sono stati tappezzati con striscioni, disegni, cartelloni, teli e lenzuola per dire no alla didattica a distanza. «Vogliamo tornare in classe con i nostri amici», «La Dad non è scuola», «Io le regole le ho rispettate» sono alcuni dei messaggi che bambini e genitori hanno appeso sui cancelli delle scuole. Un’iniziativa portata avanti da alcuni genitori carbonatesi che domenica 21 marzo hanno aderito alla Rete Nazionale «Scuola in Presenza». In paese le scuole sono chiuse dal 3 marzo (con il passaggio della Provincia di Como in zona arancione rafforzato).

 Anche i genitori di Carbonate fanno sentire la loro voce: “Scuola in presenza”

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«Anche le famiglie di Carbonate hanno voluto aderire a loro modo alla manifestazione Nazionale della Rete Nazionale Scuola in Presenza. In un fine settimana che vede coinvolti molti comuni italiani, alcuni carbonatesi – piccoli e grandi – hanno voluto dar voce al loro disappunto sulla chiusura delle scuole del paese, a fronte di un numero di contagi molto molto limitato. Anziché trovarsi in piazza, per evitare assembramenti, a Carbonate si è deciso di portare avanti un’iniziativa proposta già alcune settimane fa da una rappresentante della Scuola dell’Infanzia Ada Scalini. Cartelloni, disegni, striscioni per far arrivare a tutti il desiderio, l’importanza e la necessità di riaprire le scuole a difesa della salute psicofisica di bambini e adolescenti. Una rivolta silenziosa a tutela del diritto allo studio e alla socialità dei più giovani che pare siano stati dimenticati» spiegano alcuni genitori che hanno aderito alla manifestazione.

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