Innovazione

“Distanti ma vicini” all’asilo di Venegono grazie alla tecnologia: 30mila euro dal Comune

Grazie alle LIM, ogni aula dell'asilo San Francesco avrà una "finestra sul mondo" e sulle altre classi che permetterà di superare, virtualmente, le restrizioni Covid

“Distanti ma vicini” all’asilo di Venegono grazie alla tecnologia: 30mila euro dal Comune
Scuola Tradate, 16 Dicembre 2020 ore 18:50

Si chiama “Distanti ma vicini 3.0” il progetto dell’Asilo San Francesco di Venegono Inferiore che l’Amministrazione ha voluto sostenere con un contributo straordinario di 30mila euro.

“Distanti ma vicini” all’asilo San Francesco

Trentamila euro per l’acquisto di LIM, le lavagne interattive e multimediali, e la formazione dei docenti. Un investimento importante quello deciso dalla Giunta di Venegono Inferiore che permetterà di concretizzare un progetto atteso da anni e che l’emergenza Covid ha riportato sul tavolo dell’Amministrazione: dotare le aule dell’asilo San Francesco delle lavagne tecnologiche allo scopo di ridurre le distanze e il peso delle restrizioni imposte dalle normative anti-contagio.

Il progetto è stato presentato oggi, mercoledì 16 dicembre, dal Presidente dell’asilo Roberto Baldan e dal sindaco Mattia Premazzi in conferenza stampa.

“E’ un progetto che testimonia come il nostro asilo guardi avanti, a strumenti multimediali e innovativi che si affiancheranno a una didattica tradizionale stravolta dalle normative contro il Covid – ha spiegato Premazzi – Crediamo che aver appoggiato questo progetto, con risorse che si aggiungono a quelle che ogni anno investiamo per il sostegno dell’asilo e a favore delle famiglie, sia un segnale molto importante e di attenzione a cittadini più piccoli, vittime silenziose di questa pandemia che non si lamentano ma pagano la perdita di relazioni e contatti”.

Bambini allontanati dall’emergenza

Necessario un po’ di contesto. Le restrizioni Covid, unico compromesso per arrivare a settembre alla riapertura delle scuole che erano state chiuse all’inizio dell’epidemia, hanno di fatto reso impossibili i momenti di interazione fra le diverse classi e le diverse scuole, normalmente tra le basi della didattica dell’asilo. Inoltre, i periodi di quarantena imposti ai bambini che sono venuti a contatto con dei positivi si traducono spesso in una perdita di relazioni e legami con i propri compagni di classe e di discontinuità della didattica che nelle età più tenere possono rappresentare un serio problema di educazione e sviluppo.

Delle finestre virtuali che si aprono sulle classi e sul mondo

Da qui l’idea di utilizzare le LIM come delle “finestre” che possano aprire virtualmente le classi e avvicinare, senza pericoli, i bambini. “E’ un momento difficile – ha spiegato Baldan – abbiamo dovuto modificare pesantemente la didattica, abbiamo avuto delle quarantene e dovuto dare regole per la tutela della salute di tutti. Regole che abbiamo applicato ma che  hanno tolto una possibilità di socializzazione che riteniamo essere uno step fondamentale nell’educazione. Così abbiamo pensato di creare un network collegato di LIM, una in ogni classe, per fare didattiche innovative: sfruttare tutti i concetti ‘digital’ per sopperire alla quarantena o ‘superare’ le imposizioni delle nuove regole”.

Baldan porta come esempi i giochi fra sezioni diverse, oggi vietati, ma che con nuove modalità potranno tornare ad animare le giornate in asilo, o i lavori condivisi sui diversi temi affrontati durante l’anno, fino alle feste di compleanno. Ma anche i momenti di conoscenza e inserimento dei bambini del nido alla primavera e da questa alla materna e poi all’elementare, che di norma accompagnavano il “salto” da una classe all’altra.

“Le LIM devono consentire di aprire una finestra sul mondo – prosegue Baldan – Abbiamo un grande parco dove far giocare i bambini ma abbiamo ovviamente dei limiti spaziali: ci immaginiamo la LIM come un portale che possa portare i bambini sulle montagne, nella natura e vicini a situazioni fisicamente lontane”.

Formazione ed educazione

Non basterà però lo strumento per fare tutto questo. “Se vogliamo raggiungere l’obiettivo – precisa Baldan – dobbiamo formare il corpo docente. Servono coscienza e conoscenza, questi strumenti non si sostituiscono alla didattica ma devono essere un supporto. E poi vogliamo dar modo ai bambini di avvicinarsi a queste tecnologie, ma che lo facciano seguiti e guidati da un docente perchè il potenziale delle tecnologie è elevato ma anche i rischi sono notevoli”.

“Si può andare in direzione contraria”

Il sindaco ha chiuso con un’analisi generale che parte dai dati di un’Italia sempre più vecchia e che da anni sembra aver disimparato a investire sui giovani.

“Il virus ci deve stimolare a fare qualcosa di diverso. Il mondo che conoscevamo prima non ci sarà più, dobbiamo provare a cambiare nostre consuetudini e questo è un approccio che va in questa direzione. Abbiamo visto l’indagine Istat sull’età degli italiani, che poi è anche motivo per un così alto numero di morti Covid: siamo un paese che non investe sui giovani, e in questi mesi la natalità si è abbassata ulteriormente. C’è incapacità di investire sul futuro. Noi con quest’unione di intenti abbiamo voluto dimostrare di saper andare in direzione contraria e fare squadra facendo politiche per famiglie e più piccoli. E mettendoci i soldi: questo progetto era nei cassetti dell’asilo da un po’, ora lo facciamo”.

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