Sertori: "In prima linea per le nostre montagne e chi le vive"
L'assessore: "Basta logiche integraliste, i territori di montagna devono potersi sviluppare"

L'assessore regionale alla Montagna e ai Piccoli Comuni Massimo Sertori interviene dopo l'istituzione della Giornata della Montagna votata oggi dal Consiglio regionale.
Sertori: "I territori di montagna sono un tesoro"
Prima della Giornata della Montagna, approvata stamattina in Consiglio Regionale, un'attenzione continua a territori che costituiscono quasi la metà della realtà lombarda. Territori da valorizzare, e che vanno tutelati nella loro specificità ma che bisogna sostenere nel loro sviluppo. Cosa che Regione Lombardia sta facendo, a partire dall'istituzione di un assessorato ad hoc affidato all'assessore Massimo Sertori, valtellinese che sa bene cosa significa "vivere" la montagna e sostenere le sue comunità.
"Questa Giornata è un'ottima iniziativa. Il territorio regionale è al 40% montano, con tutte le cose positive che ne derivano, dal paesaggio al senso identitario, di appartenenza e di comunità che ancora contraddistingue chi vive in quelle aree, e che si è invece andato a perdere in pianura e nelle città. L'assessorato è nato con questo obbiettivo: non perdere quel tesoro e consentire alle persone di vivere in montagna, arrestando lo spopolamento che le sta colpendo".
Cambiare paradigma
Necessario secondo l'assessore cambiare la concezione con cui ci si rapporta ai territori di montagna e al loro sviluppo.
"Bisogna avere il coraggio di non guardare più alla montagna in maniera integralista, idealizzandola come realtà bucolica da 'guardare e non toccare' - avverte Sertori - Altrimenti, così facendo, i giovani che vanno nelle città a studiare terminati gli studi non vi faranno ritorno. Serve dare lavoro, possibilità di sviluppo, servizi. Ma la logica 'integralista', propria di chi spesso in montagna ci va una domenica l'anno, impedisce ad esempio ai Comuni persino di fare quelle opere di manutenzione necessarie alla sicurezza dei territori, come banalmente la pulizia dei letti dei corsi d'acqua. Col risultato che, non potendo toccare nulla, si interviene solo dopo i disastri. La montagna non è il giardino di casa ma un territorio vivo".
Le iniziative della Regione
Parola d'ordine autonomia, anche all'interno di una Regione che da anni la chiede allo Stato centrale. Ovvero, lasciare ai territori la possibilità di gestire direttamente le proprie risorse, senza farla passare dal "calderone" di Palazzo Lombardia.
"Se si applicano politiche e logiche delle città ai Comuni montani, si fanno danni - spiega l'assessore - Vogliamo introdurre una sorta di 'economia a km zero', perchè sappiamo che sono i Comuni, le 23 Comunità Montane e le Province, purtroppo depotenziate nel corso degli anni, gli unici in grado di decidere le giuste cose da fare per la propria gente e il proprio territorio".
In attesa di questa maggiore autonomia la Regione di sorse ne ha impegnate non poche:
"Abbiamo stanziato 50 milioni di euro per i piccoli Comuni, che spesso si trovano proprio in montagna, per quelle opere di manutenzione magari piccole ma fondamentali per i cittadini, che preservano realmente il territorio e lasciando ai sindaci la possibilità di decidere come fosse meglio spenderli. Poi anche quest'anno abbiamo stanziato 10 milioni e mezzo di euro alle Comunità Montane per i loro progetti e stiamo portando avanti la legge sull'Idroelettrico per portare maggiore autonomia economica allo scopo di ridurre i costi per i cittadini di quei servizi oggi più cari rispetto alle realtà di pianura. Insomma, vogliamo che siano le realtà stesse a intervenire per lo sviluppo sostenibile dei propri luoghi".