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Sconfitta a Saronno, Bianchi alla Lega: “No a capri espiatori, si deve fare mea culpa”

Il segretario provinciale: "Guai a chiudersi e dare la colpa ad altri, le responsabilità sono locali"

Sconfitta a Saronno, Bianchi alla Lega: “No a capri espiatori, si deve fare mea culpa”
Saronno, 07 Ottobre 2020 ore 15:37

Il segretario provinciale della Lega non usa mezzi termini dopo la sconfitta di Alessandro Fagioli, della Lega e del centrodestra a Saronno: “Il risultato pesa, e i responsabili sono a Saronno”.

Sconfitta a Saronno per la Lega, un risultato che pesa

Quasi tremila voti in meno nel giro di cinque anni. E’ questo il numero che pesa di più nella debacle della Lega e di tutto il centrodestra che ha consegnato l’Amministrazione di Saronno al centrosinistra di Augusto Airoldi. 8922 i voti raccolti nel secondo turno del 2015, 5800 quelli del 2020. E un migliaio quelli persi quest’anno tra il primo e il secondo turno. Cali che qualcuno, come l’onorevole Paolo Grimoldi, riconducono al maltempo o all’emergenza Covid ma che altri, come il segretario provinciale Matteo Bianchi, non faticano a vedere in un errore in primis dei protagonisti impegnati nella campagna elettorale, e nei 5 anni di Amministrazione.

“Il risultato pesa, e in tutta la Lombardia i risultati non sono stati brillanti – commenta – Saronno però è un caso a sè, soprattutto rispetto a Legnano: si candidava un sindaco uscente e si doveva vincere”.

“Messaggio non arrivati ai cittadini, le responsabilità sono lì”

Facile dare la colpa agli alleati, ma Bianchi invita a guardare la propria trave prima della pagliuzza altrui: “Il risultato è la prova che non si è riusciti a far arrivare il proprio messaggio ai saronnesi, e le responsabilità sono tutte lì, non fuori, non negli alleati, non in immaginarie penalizzazioni regionali o nazionali. Ora serve un mea culpa totale. Il peggiore errore ora sarebbe chiudersi su se stessi, dare le colpe ad altri e non ragionare sulle proprie”. Nessun cambiamento comunque in vista all’interno della sezione saronnese ma un consiglio che sa più di avvertimento: “E’ tempo di ragionare sugli errori fatti in questi anni e rimediare. Il partito non può chiudersi ma deve invece aprirsi a volti e persone nuove. Altrimenti non se ne esce”.

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