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Saronno, la tassa di soggiorno "colpa" del federalismo? La Lega replica: "Affermazione ridicola"

Il Carroccio cittadino rigetta le provocazioni di un consigliere di maggioranza, che ha definito la tassa di soggiorno "cardine" del federalismo: "Significa che non si sa nemmeno cosa possa significare l'autogoverno"

Saronno, la tassa di soggiorno "colpa" del federalismo? La Lega replica: "Affermazione ridicola"
Politica Saronno, 21 Dicembre 2022 ore 14:01

Continua la discussione sull'introduzione della tassa di soggiorno a Saronno. ieri, durante il consiglio comunale, un consigliere della maggioranza ne ha ricordato la paternità, legandola al tema del federalismo bandiera della Lega di Umberto Bossi.

Di seguito il comunicato, in replica, della Lega di Saronno.

Federalismo e tassa di soggiorno, la Lega non ci sta

Ieri sera, in consiglio comunale, un rappresentante di una lista civica che si rifà ad un partito che nasce dalle ceneri della DC ed è ora costola del PD, partito balzato recentemente agli onori della cronaca per i soldi dal Qatar, ha accusato il nostro segretario federale emerito, Umberto Bossi, di aver ideato la tassa di soggiorno come cardine del federalismo.

Affermazione ridicola, ma non si è fermato qui. Ha avuto pure la sfrontatezza di sostenere che la Lega saronnese non è formata da veri leghisti perché siamo contrari alla tassa di soggiorno e quindi da questo ragionamento è emerso che la Lega di Saronno sarebbe contro Bossi. Lo dice la matematica che da una premessa falsa può seguire qualsiasi tipo di affermazione.

Condanniamo duramente queste affermazioni false e chiediamo che chieda scusa. Stupisce che il sindaco emerito e presidente del consiglio comunale Pierluigi Gilli non gli abbia tolto la parola, come è solito fare in altri casi quando qualche consigliere va fuori tema; forse perché questo attacco era premeditato e orchestrato per far contento Librandi?

Stupisce come il sindaco Airoldi se la ridesse sotto ai baffi, irresponsabile attore di una sceneggiata ideata da qualche elemento più scaltro. È emblematico che simili pensieri possano trovare campo in un consiglio comunale in Lombardia, patria di Carlo Cattaneo. Significa che non si sa nemmeno cosa possa significare l'autogoverno, come chi è nato schiavo non è nemmeno capace di pensare alla parola libertà.

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